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Palermo, uomo barricato con la moglie e il gas aperto “Vi faccio saltare in aria tutti”.

L'uomo, 55 anni e già in affidamento in prova, fermato dalla polizia con il taser in via Stella a Tommaso Natale

DEGRADO

Gas aperto, moglie in ostaggio e coltello in pugno: arrestato a Tommaso Natale

Decisivo l’uso del taser da parte della polizia.

Ci sono voluti il coraggio degli agenti del commissariato San Lorenzo, due scariche di taser e l’intervento dei vigili del fuoco per mettere fine a quello che avrebbe potuto trasformarsi in una strage. Il 2 maggio scorso, in via Stella a Palermo, nel quartiere di Tommaso Natale, un uomo ha aperto il gas di casa, dato fuoco agli indumenti e trascinato la moglie in bagno sotto la minaccia di un coltello da cucina. Alla fine B.S., 55 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato con le accuse di strage, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale. È ora detenuto nel carcere Pagliarelli in attesa dell’udienza di convalida.

“O mi sparate o vi ammazzo io”

È stata la moglie stessa a chiamare i soccorsi. Alle 12:35 del 2 maggio, una volante del commissariato San Lorenzo è arrivata al civico 3b di via Stella. L’uomo li ha affrontati subito, con una frase che lasciava capire la gravità della situazione: “O mi sparate, o vi ammazzo io. Non sopporto più l’affidamento, vi faccio saltare in aria tutti come i carabinieri di un anno fa”. Per ostacolare la visuale dall’esterno, ha appeso degli indumenti alla persiana della porta-finestra.

Pochi minuti dopo è arrivata anche una seconda volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. Ed è stato proprio sul posto che gli agenti hanno avvertito un forte odore di gas provenire dall’appartamento: scattata immediatamente la richiesta ai vigili del fuoco e, in via precauzionale, l’evacuazione dei residenti della palazzina sovrastante al civico 5.

La moglie trascinata in bagno: minuti di terrore

I vigili del fuoco sono entrati nell’appartamento, hanno spento le fiamme sugli indumenti, messo in sicurezza la bombola del gas e disattivato l’impianto elettrico. Ma proprio in quel frangente la situazione è precipitata: B.S. ha afferrato la moglie per i capelli e l’ha trascinata in bagno, armato di un coltello da cucina. Ha poi bloccato la porta dall’interno con una lavatrice e un mobile, trasformando quella stanza in un bunker improvvisato.

Gli agenti hanno sfondato la porta. Il taser è stato utilizzato due volte: al primo impulso l’uomo non ha lasciato il coltello, rendendosi necessario un secondo intervento. Solo a quel punto è stato possibile immobilizzarlo e ammanettarlo. Nel corso della colluttazione, B.S. si era anche auto-inflitto alcune ferite da taglio: fendenti sull’avambraccio sinistro e uno all’altezza del torace.

Giudicato capace di intendere: ora è a Pagliarelli

Dopo l’arresto, B.S. è stato trasportato all’ospedale Villa Sofia per un consulto psichiatrico. I medici lo hanno giudicato capace di intendere e di volere. Da quel momento è scattato il trasferimento nel carcere Pagliarelli, dove rimane in attesa dell’udienza di convalida.

L’uomo era già sottoposto a una misura di affidamento in prova — lo stesso provvedimento che, nelle sue parole, non riusciva più a sopportare. Una condizione che, anziché aprire un percorso di reinserimento, si è trasformata nell’innesco di una crisi violenta con conseguenze che avrebbero potuto essere devastanti per un intero palazzo.

Quanto accaduto in via Stella pone una domanda scomoda sul funzionamento reale delle misure alternative alla detenzione: chi le monitora, con quale frequenza, e con quale rete di supporto psicologico. Un uomo noto alle forze dell’ordine, già in misura cautelare, ha avuto in casa una bombola di gas, un coltello e abbastanza disperazione da usarli. Il sistema ha retto grazie al coraggio di chi è intervenuto. Ma la prevenzione è un’altra storia.

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