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Fioriere, pulizia e meno locali: via Candelai cambia pelle con il patto di rigenerazione urbana del Comune di Palermo

Approvato il diciannovesimo patto di collaborazione dell'era Lagalla: quattro anni di gestione condivisa tra privati e amministrazione per due assi pedonali del centro storico

RIGENERAZIONE URBANA

Via Candelai e via del Celso avranno nuovi arredi e più verde: approvato il patto di collaborazione “Riqualificazione Santamarina”

La giunta comunale ha dato il via libera a un accordo pubblico-privato per la cura condivisa di due assi pedonali nel cuore del centro storico

Due strade pedonali del centro storico di Palermo stanno per cambiare volto. La giunta comunale ha approvato il Patto di collaborazione “Riqualificazione Santamarina”, il diciannovesimo dall’insediamento del sindaco Roberto Lagalla, che affida alla società Santamarina Luxury Suites S.r.l. la cura e la gestione condivisa di via del Celso e via Candelai, con interventi concreti di pulizia, manutenzione e arredo urbano.

Nessun costo per il Comune: ogni spesa è interamente a carico del soggetto privato proponente.

Cosa prevede il patto: fioriere, pulizia e varchi per i soccorsi

Il progetto si muove all’interno del Regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni, approvato dal Consiglio comunale nel 2023, e si traduce in azioni pratiche: la collocazione di fioriere lungo i percorsi pedonali, con l’obbligo di mantenere sempre libero un varco carrabile di almeno tre metri per i mezzi di soccorso e quelli autorizzati. Tutti i materiali impiegati dovranno rispettare i Criteri Minimi Ambientali previsti dalla normativa vigente. Il patto avrà una durata di quattro anni e prevede un sistema di monitoraggio semestrale per verificare i risultati in termini di qualità urbana, vivibilità e valore civico generato per la comunità.

Via Candelai diventa la “via delle arti e dell’artigianato”

Via Candelai è al centro dell’intervento con una doppia valenza: storica e simbolica. Fu la prima strada del centro storico a riattivarsi, negli anni Novanta, grazie all’insediamento di attività commerciali e culturali. L’assessore alla rigenerazione urbana Maurizio Carta vuole ora farne un prototipo di una nuova idea di città: meno somministrazione di cibo e bevande, più spazio ad attività culturali, artistiche e artigianali. L’obiettivo è dimostrare che lungo l’asse Maqueda e le sue arterie un modello diverso — più equilibrato e altrettanto accogliente per residenti e turisti — è praticabile.

Lagalla: “Un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato”

“Questo Patto rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato nella cura della città. La rigenerazione urbana passa anche da interventi diffusi, piccoli ma capaci di migliorare concretamente la qualità dello spazio pubblico e rafforzare il senso di appartenenza delle comunità locali. Palermo continua così a investire su modelli innovativi di amministrazione condivisa, valorizzando le energie civiche e imprenditoriali presenti sul territorio. Questo intervento vuole anche sperimentare un nuovo modello di strada pedonale in centro storico dove siano le arti e l’artigianato a caratterizzare l’esperienza.”

– Roberto Lagalla, sindaco di Palermo

Carta: “Lo spazio pubblico come diritto alla bellezza e alla convivialità”

“Con il Patto Santamarina facciamo un ulteriore passo verso una strategia di sistema che considera lo spazio pubblico come un bene comune da attivare e co-gestire e, soprattutto, da rendere disponibile a tutte e tutti senza soglie, ma come diritto alla bellezza e alla convivialità. Non si tratta solo di inserire arredi ed elementi vegetali, ma di costruire nuove alleanze tra cittadini, imprese e amministrazione, capaci di generare qualità urbana, sicurezza e vitalità nei mandamenti del centro storico. L’intervento lungo via Candelai, preziosa poiché fu la prima a riaccendere il centro storico grazie alle attività commerciali e culturali che vi si sono insediate negli anni Novanta, oggi ne rinnova la capacità di essere un prototipo di una nuova idea di città: meno cibo e bevande e più attività culturali, artistiche e artigianali. Il Comune di Palermo continuerà a promuovere strumenti di collaborazione attiva per la cura dei beni comuni, favorendo la partecipazione civica e la diffusione di pratiche innovative di rigenerazione urbana.”

– Maurizio Carta, assessore alla rigenerazione urbana

Un modello replicabile per il centro storico

Per Palermo si tratta di un ulteriore tassello in una strategia di gestione condivisa degli spazi pubblici che considera il marciapiede, la piazza, la strada come beni collettivi da attivare insieme ai privati — non ceduti, ma co-gestiti, con regole chiare e responsabilità definite. Un meccanismo che intende trasformare l’iniziativa da intervento puntuale a processo misurabile nel tempo. Se replicato, potrebbe diventare la norma e non l’eccezione lungo le arterie più frequentate del centro.

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