Palermo, città impaurita: escalation criminale e risposte istituzionali insufficienti
La denuncia di Salvino Caputo (Udc): “24 agenti non bastano a fermare bande armate e illegalità diffusa”

Omicidi, aggressioni, intimidazioni e quartieri governati da bande di giovanissimi armati. Palermo vive in una condizione di paura crescente, mentre le soluzioni istituzionali continuano a sembrare deboli e tardive.
Il clima di paura
Non si tratta più di episodi isolati. La sequenza di fatti di cronaca nera che stanno investendo Palermo – omicidi efferati, minacce a esponenti politici, aggressioni alle forze dell’ordine e violenze nella movida – sta mutando radicalmente la percezione della sicurezza da parte dei cittadini. Chi vive nei quartieri popolari, ma anche chi frequenta il centro storico, ha iniziato a modificare orari, abitudini e spostamenti. Le famiglie evitano determinate zone, gli imprenditori segnalano cali di presenze e temono ripercussioni sui propri esercizi.
Bande armate e quartieri fuori controllo
Non è solo lo Zen. Borgo Nuovo, Ballarò, Capo, Centro storico, via Maqueda bassa e porzioni della movida notturna si trasformano in teatri di risse, spedizioni punitive e soprusi. Gruppi di ragazzi armati, spesso giovanissimi, occupano gli spazi pubblici come zone franche. L’aggressione a un agente della Polizia Municipale, colpito mentre tentava di sedare una nuova rissa nello stesso luogo in cui pochi giorni prima era stato consumato un omicidio, conferma l’escalation.



