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“La criminalità non deve vincere”: Schifani chiama a raccolta 800 studenti al Politeama

Al via le giornate straordinarie di raccolta sangue dedicate ai martiri della giustizia. L'assessore Caruso: "Valori da trasmettere alle nuove generazioni"

MEMORIA

La memoria delle ferite più profonde della Sicilia si trasforma in un motore di civiltà e salute pubblica. Le date drammatiche del 23 maggio, 19 luglio e 21 settembre, simboli del sacrificio dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, diventano da quest’anno un’occasione concreta per rigenerare il tessuto sociale dell’Isola attraverso il dono gratuito e solidale.

Il Politeama si riempie di futuro: 800 studenti a Palermo

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha aperto ufficialmente al teatro Politeama Garibaldi di Palermo la manifestazione “Dal sangue versato al sangue donato”, un grande appuntamento di sensibilizzazione organizzato dal Dasoe dell’assessorato regionale della Salute. Davanti a una platea di oltre 800 studenti provenienti da 16 istituti scolastici di tutte le province siciliane, le istituzioni hanno ribadito il legame indissolubile tra la cultura della legalità e l’impegno civico quotidiano.

Quattromila sacche contro la carenza estiva

L’iniziativa, nata da un preciso decreto presidenziale, ha già dimostrato la sua straordinaria efficacia sul campo. Durante il primo anno di attività, le giornate straordinarie di raccolta hanno permesso di incamerare oltre 4 mila sacche di sangue, offrendo un supporto vitale al sistema sanitario regionale proprio nei mesi estivi, il periodo dell’anno in cui storicamente si registra la carenzapiù acuta e preoccupante nei reparti ospedalieri.

Colpire i clan nel patrimonio: l’eredità di Rognoni e La Torre

Nel suo discorso ai giovani, Schifani ha ripercorso la stagione delle stragi mafiose e la reazione strutturale dello Stato, richiamando l’importanza storica della legge Rognoni-La Torre e degli strumenti giuridici successivi, come il sequestro per equivalente, fondamentali per colpire al cuore i patrimoni della criminalità organizzata.

“Ho voluto tre grandi giornate per la donazione del sangue in occasione di date come quelle del 23 maggio, del 19 luglio e del 21 settembre che, da una parte, hanno profondamente ferito la società e i nostri sentimenti ma che, dall’altra, hanno anche innescato una reazione forte dei cittadini e delle istituzioni contro la mafia. La criminalità non può e non deve vincere e abbiamo bisogno del vostro contributo, non solo nelle occasioni di solidarietà ma nel quotidiano, con i piccoli e grandi comportamenti di ogni giorno”

– Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani

La legalità come stile di vita, non come elemosina

Il presidente ha poi legato il concetto di legalità al rispetto delle regole inteso come vero e proprio stile di vita. Partecipare alla donazione significa, secondo il governatore, costruire una comunità sana che mette al centro i diritti e il sostegno a chi vive in condizioni di vulnerabilità.

“Cultura della legalità significa rispetto delle regole. È un principio che deve essere perseguito ogni giorno, come stile di vita. Donare sangue significa partecipare in maniera collettiva a una società sana che poggia su un principio essenziale: quello della solidarietà. È un valore che fa parte anche della Costituzione e che cerchiamo di portare avanti prestando attenzione alle fasce sociali più in difficoltà, non con l’elemosina ma con interventi che possano dare dignità”

– Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani

Il teatro per non dimenticare Falcone e Borsellino

La giornata al Politeama ha offerto agli studenti anche importanti momenti di formazione pratica e civile, spaziando dai pericoli legati all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti fino alle manovre di primo soccorso in caso di emergenza medica e all’importanza della donazione degli organi. A rendere ancora più profondo il messaggio è stata la rappresentazione teatrale della compagnia Knk Teatro, che ha portato in scena lo spettacolo “L’ultima estate. Falcone e Borsellino 30 anni dopo”.

Restare in Sicilia

In chiusura, il governatore ha voluto rivolgere una promessa precisa sul futuro occupazionale ed economico delle nuove generazioni, legando il riscatto morale della terra siciliana alla possibilità di non dover per forza abbandonare le proprie radici.

«”Voi avete tutto il diritto di poter costruire il vostro futuro in Sicilia e stiamo lavorando perché possiate restare qui, senza dover per forza emigrare come oggi succede a tanti ragazzi. Non lo dobbiamo consentire e su questo ci stiamo impegnando per voi”

– Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani

L’appello di Caruso: trasmettere il valore della libertà

Sulla stessa linea d’onda l’intervento dell’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, che ha sottolineato il valore pedagogico dell’iniziativa, definendola un modello da replicare stabilmente nel tempo per mantenere viva l’intensità del messaggio tra i giovani.

“La giornata di oggi mette insieme due grandi valori, quello della memoria legata a uomini che hanno combattuto per la legalità e libertà della nostra terra, e quello della donazione, che credo sia il gesto più bello di solidarietà che possa esistere. Si tratta di valori che è necessario trasmettere alle nuove generazioni affinché vivano nel rispetto e nella ferma convinzione che vada combattuta ogni forma di criminalità. Si tratta di una giornata che deve essere ripetuta affinché questo messaggio continui ad arrivare ai giovani e non perda mai la sua intensità”

– l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso

La risposta degli studenti siciliani dimostra che il ricordo dei martiri della giustizia non è un esercizio di retorica passeggera, ma un impegno concreto. Riempire gli ospedali di risorse vitali nei momenti di emergenza diventa così la più forte smentita alla subcultura mafiosa e il segno tangibile di un’Isola che sceglie la via della tutela del prossimo e dello sviluppo interno

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