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Palermo, Ingroia: “Per Vendola il pd è un taxi per arrivare in parlamento”

Antonio Ingroia (foto internet)

Esplicito lo slogan “liberi dallo sfruttamento, dalla precarietà, dalla mafia, dall’oscurantismo” proposto da Rivoluzione Civile in occasione dell’incontro di questa mattina a Palermo con l’ex magistrato e neo politico Antonio Ingroia e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Orlando interviene con un discorso di apertura sottolineando la crisi che imperversa tra i partiti e la necessità di eliminare la commistione tra politica e  finanza: “La crisi dei partiti si è posta in essere nel novembre 2011 quando si è celebrato il funerale del sistema politico dei partiti della seconda repubblica, che ha visto  la  politica fare gli interessi dei banchieri. Non so se  Monti sia stato l’agente delle pompe funebri o l’assassino dei partiti. E ora di finirla con i partiti che si alleano con la finanza. Il denaro è diventato il dio maggiore e ce lo insegna  Marchionne”.  Poi prosegue: “Siamo  l’unica proposta politica presente in questa competizione elettorale che ha fatto della laicità il suo primo principio etico”.

A seguire,  il chiaro intervento di Ingroia che prende immediatamente le distanze dal definirsi uomo della politica, proponendosi come rappresentante della società civile per offrire la sua competenza di ex uomo della legge al servizio dello Stato.

E’ subito polemica contro l’operato dell’ex governo Monti:  “Monti attraverso l’Imu ha sottratto agli italiani 3,9 milioni di euro negandoli  alle popolazioni terremotate per destinarli al MPS”. Poi invita alla partecipazione politica e al diritto dovere di voto: “Rivoluzione Civile rappresenta l’ultimo treno, il treno della storia,  per poter uscire da questa situazione di instabilità politica”. Poi si rivolge al presidente Napolitano che parla di intreccio tra stampa e politica: “Caro presidente, grave è l’intreccio tra politica e stampa, ma il vero scandalo è l’intreccio tra politica e finanza”.

Su Bersani e Grillo si esprime in questi termini: “Bersani e Grillo sono due mestieranti della politica. Bersani  ha stretto un patto sottobanco con Monti e  Grillo ha fatto orecchie da mercante ad un eventuale dialogo politico con noi, per paura che parte del suo elettorato potesse transitare nel nostro partito. Bisogna smascherare le ipocrisie”.

Poi sul patto di desitenza proposto dal Pd, Ingroia lo definisce: “un patto osceno, che consisteva nel presentare tra le loro liste senatori di rivoluzione civile mascherati. A noi non interessano poltrone, ma un progetto politico”.

Sulla questione Sel e il suo leader dichiara: “Vendola sta usando il centro sinistra come un taxi per arrivare al parlamento. Poi quando Bersani chiuderà il patto con Monti vorrà tornare dalla nostra parte. No. Troppo comodo”.

In materia fiscale lancia un messaggio diretto: “E’ necessario rinegoziare il fiscal compact  che è un cappio al collo per l’Italia e per l’Europa, l’Italia deve cambiare direzione. Tremonti che era ministro di Berlusconi non si è opposto quando poteva e Monti ha ratificato il fiscal compact con  i voti del Pdl e del Pd”.

L’ex magistrato conclude dicendo “Vogliamo una riforma della giustizia, che non è quella intesa da Berlusconi che mira alla rivalsa contro la magistratura. Non siamo solo un partito giurisdizionalista, ma miriamo ad attuare una riforma sul conflitto d’interesse e alla ripresa economica perseguendo gli evasori fiscali e i patrimoni illeciti in mano alle mafie.

Francesca Del Grosso

 

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