Politica

Palermo: il Comune, le cause perse e i debiti fuori bilancio

Sala delle Lapidi. Foto Internet

Il Comune deve versare 5 milioni di euro alla Gesip, i lavoratori presidiano il centro storico, il commissario liquidatore viene silurato e, per l’ennesima volta, la seduta del Consiglio Comunale salta.

Nel frattempo, tra i non addetti ai lavori, una sensazione si fa certezza: la questione Gesip ha monopolizzato l’attenzione e paralizzato l’attività amministrativa. Ma è realmente così? E’ possibile che agli inquilini di Palazzo delle Aquile non importi nulla degli altri problemi? Cosa si doveva discutere ieri a Sala delle Lapidi?

Qualche risposta è contenuta nei 163 punti all’ordine del giorno dell’ultima seduta, tra i quali figurano 64 atti ispettivi e 31 mozioni. Ben 154 sono le proposte di deliberazione sul riconoscimento di debiti fuori bilancio per “pagamento spese di giudizio” o derivanti dall’esecuzione di sentenze. In pratica, cause perse. Due delle quali, assieme, superano il milione di euro. Non a caso, al punto numero 162 si prevede l’istituzione di una commissione consiliare che si occupi delle “misure correttive”.

Al confronto, lo spazio dedicato alla “adozione del programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, al regolamento per il “trasporto di persone a scopo turistico – sezione trenini gommati”, a quello per gli asili nido e all’apposizione di una lapide in memoria di Piersanti Mattarella, sembra superfluo.

Ma per esser certi di cosa venga trattato a Sala delle Lapidi bisogna consultare anche gli elenchi di atti ispettivi e mozioni che, da regolamento, riguardano affari o questioni di particolare importanza. Tra i primi, si notano le interrogazioni con risposta scritta di Luisa La Colla (Idv), sull’ubicazione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, e Francesco Bertolino (Idv), sull’utilizzo del profilo Facebook della piscina comunale.

Tra le mozioni, invece, potrebbero destare particolare interesse quelle di Giuseppe Federico (Misto) sull’ipotetica chiusura domenicale dei centri commerciali, e Antonella Monastra (Misto), sulla moratoria per le pubblicità lesive della dignità della donna.

Insomma, tanta carne al fuoco ma anche tanto fumo, spazzato via dall’irruenza dell’ultimo diventato primo: il punto numero 163; quello riguardante le “problematiche connesse a Gesip”; quello per cui la maggioranza orlandiana ha disertato l’aula, facendo mancare il numero legale; quello per cui ogni questione è stata nuovamente rinviata ad un altro giorno, di cause perse e di debiti fuori bilancio.

E la città aspetta.

Alessandro Arcobasso

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