Scuola & Università

Palermo, Gay Pride e il primo ambulatorio pubblico per transessuali

Daniela Tomasino, foto internet

Alcuni giorni fa la Cassazione, attraverso una sentenza, si è aperta alle adozioni gay, affermando che i bambini possono crescere bene e in maniera equilibrata anche all’interno di una famiglia arcobaleno, composta da due genitori dello stesso sesso. Secondo la sentenza, infatti, non ci sono certificazioni scientifiche e/o psicologiche che dimostrano il contrario.

Questa notizia ha riaperto la questione sui diritti civili degli omosessuali in Italia e sulla loro possibilità di crearsi una famiglia. Le polemiche, ovviamente, non si sono fatte aspettare.

Subito la Chiesa Cattolica ha bocciato la sentenza della Corte Suprema, definendo “contro la natura dell’uomo” la possibilità di adottare e allevare figli da parte di una coppia gay o lesbo. Anche il premier uscente, Mario Monti, ha detto no ai matrimoni e alle adozioni gay.

In quasi tutti gli stati dell’Unione Europea gli omosessuali sono tutelati da leggi contro l’omofobia, possono adottare e sposarsi persino in chiesa, come avviene in Inghilterra e nei paesi scandinavi. Nel nostro paese invece si è rimasti all’età della pietra: una coppia gay non ha alcun tipo di diritto, per lo stato non esiste nemmeno.

La presenza spirituale e fisica della Chiesa di Roma, come si pensa, è davvero l’unico ostacolo che impedisce una regolamentazione egualitaria? E se no, quale altre istituzioni non favoriscono un progresso nel campo dei diritti civili per gay, lesbiche e transessuali? La Francia, nell’ultimo periodo ha fatto passi da gigante con Hollande. Oltralpe si discute sulla legge che permetterebbe ai gay di adottare figli, mentre qui ancora manca una legge contro l’omofobia e la transfobia; perché questa differenza abissale?

IlModeratore ha posto queste domande a Daniela Tomasino, presidente di Arcigay Palermo, che da anni si batte per un cambiamento delle coscienze dei cittadini palermitani e non solo, organizzando ben 3 Gay Pride e preparando il Gay Pride Nazionale 2013 che si svolgerà proprio nel capoluogo siciliano.

“La Chiesa cattolica in sé, o le sue dottrine, non sono un ostacolo – dichiara Tomasino.  Il problema è a mio avviso duplice: da una parte i continui tentativi delle gerarchie ecclesiastiche di condizionare le leggi di uno stato laico, di una democrazia occidentale.

Dall’altro, specularmente, la disponibilità di molti amministratori della cosa pubblica a lasciarsi influenzare, applicando le dottrine di un ente religioso al corpus legislativo, alla vita quotidiana di milioni di persone che non sono tutte cattoliche.

Pre-condizione di questa situazione è una generalizzata ignoranza e un grande provincialismo della classe dirigente italiana, a cui manca troppo spesso, ad esempio, una comprensione della nozione di diritto umano. Sono basi minime di civiltà che fanno parte del bagaglio culturale di qualunque cittadino francese o olandese, ma non della maggioranza degli italiani.

La corte di cassazione ha fatto una sentenza ineccepibile, basata su dati di fatto: un padre violento che aveva abbandonato il figlio all’età di 10 mesi chiedeva l’affidamento sulla base di pregiudizi (la “nocività” di una coppia omosessuale) smentiti da tutti (sottolineo: tutti) gli studi scientifici mai condotti. I commenti della Cei e di alcuni politici bigotti sono ideologici, omofobi e intrisi di ignoranza: gli stessi valori che queste persone portano con se in Parlamento”.

E’ di queste ore, invece, la notizia che a Palermo, all’Ospedale Civico, sarà attivato il prossimo 14 febbraio il primo ambulatorio pubblico in Sicilia dedicato ai transessuali. Si chiamerà “Ambulatorio per l’equità di genere” e nascerà nell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta da Luigi Alio.

Sarà in funzione il secondo e il quarto giovedì di ogni mese dalle 15 alle 18. L’ambulatorio si occuperà di seguire i transessuali già operati, ma anche coloro che ancora non sono stati sottoposti all’intervento per il cambiamento di sesso. Seguirà i pazienti in maniera globale con una particolare attenzione alla prevenzione e alla cura delle malattie sessualmente trasmesse.

“Con l’apertura del nuovo servizio andiamo a coprire un vuoto istituzionale pubblico- sottolinea il direttore dell’unità di ostetricia e ginecologia, Luigi Alio – il progetto nasce dalle esigenze che riscontriamo da anni nel vissuto quotidiano dei transessuali che si rivolgono al nostro pronto soccorso ginecologico. Adesso istituzionalizziamo questo percorso con orari e giorni prestabiliti in uno spazio dedicato, riservandoci di estendere i giorni di ricevimento sulla base delle richieste di visite che riceveremo”.

Per informazioni e per le prenotazioni è già possibile contattare gli operatori al numero di telefono 091 6662507 dalle 9 alle 12, dal lunedì al venerdì.

Alessandro Marsala

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Close
Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: