Arte e Cultura

Palermo, educare alla mondialità con “Piazze Aperte al Mondo”

Creare un nuovo modello di Welfare, a partire dalla definizione di nuove coordinate che prevedano da un lato l’incentivazione dell’agricoltura sociale e dall’altro l’animazione del territorio. Questo l’obiettivo che si era prefissato il progetto Agri Social Sud “Piazze Aperte al Mondo” che negli ultimi due anni ha lavorato con giovani e bambini di diverse etnie, promuovendo integrazione e sviluppo in un contesto sempre più “glocale”.

I risultati del progetto promosso da AinRam, l’Associazione Internazionale Noi Ragazzi del Mondo, sono stati esposti questa mattina al Caffè letterario del Parco Ninni Cassarà. Un’occasione questa che è servita non solo ad informare i cittadini sulle attività svolte nel corso degli ultimi due anni, ma anche a dare vita a un interessante dibattito sul tema dell’animazione territoriale. Oggi, l’intercultura e la scoperta delle “culture altre” sono infatti strumenti irrinunciabili per la sensibilizzazione dei territori. Consentono di allargare gli orizzonti, di abbattere il muro della diffidenza e di comprendere al meglio anche quello che succede all’interno delle nostre città.

“Dobbiamo imparare a immaginare una società senza recinti – ha dichiarato Silvio Moncada, presidente della IV Circoscrizione e promotore della Rete Sociale Territoriale, all’apertura dei lavori – e impegnarci a sostenere le norme che prevedono il riconoscimento del diritto di cittadinanza a tutti i figli di stranieri nati in Italia. Bisogna imparare a conoscere ‘l’altro’ e iniziare a creare collegamenti tra le varie realtà che operano sul territorio. Uno dei primi obiettivi raggiunti, dopo l’elezione in Circoscrizione, è stato infatti la creazione di una Rete sociale territoriale che ha permesso il collegamento di tutte le realtà locali che si occupano di sociale, come parrocchie, scuole e associazioni. Realtà che oggi lavorano insieme per il raggiungimento di obiettivi comuni, come la crescita e lo sviluppo del territorio”.

Il lavoro di animazione territoriale è stato portato avanti attraverso una serie di laboratori sociali che hanno utilizzato gli strumenti della narrazione, dell’improvvisazione teatrale e della cucina per la diffusione della cultura della mondialità. I laboratori sono stati svolti in collaborazione con le associazioni: “Inventare Insieme Onlus”, “Biblioteca Le Balate”, “Associazione Famiglie Persone Down”. Nei ventiquattro laboratori realizzati sono stati coinvolti circa 250 partecipanti. Destinatari del progetto sono stati i giovani tra i 18 e i 35 anni, gli adolescenti tra i 15 e i 18 anni e bambini iscritti alla scuola primaria.

“Tutti i laboratori realizzati – ha spiegato Helene Pasta, psicologa e curatrice dei Laboratori del Progetto Agri Social Sud – hanno avuto l’obiettivo di trovare un linguaggio comune a tutti, di permettere ai partecipanti di imparare insieme. Un modo interattivo di educare alla mondialità, alla reciprocità e alla scoperta dell’altro”.

“Questa esperienza – ha aggiunto Luca Reina, consigliere della IV Circoscrizione – ci ha permesso di capire che insieme si può e si deve lavorare per lo sviluppo di un territorio. Mi auguro che anche in futuro si possano creare le condizioni per portare avanti progetti simili a questo, in grado cioè di coinvolgere tutte le realtà presenti”.

“La nostra è infatti una realtà ricca di diversità – ha continuato Roberto Mancuso – consigliere dell IV Circoscrizione – ed è necessario che tutte queste componenti sociali offrano il proprio contributo alla politica. Solo così si potranno dare risposte concrete ed efficaci”.

“Dobbiamo immaginare la nostra realtà come un grande mosaico – ha spiegato Lia Prezzemolo, presidente della comunità Progetto Sicilia, un’associazione presente dal 1987 sul territorio di Villa Tasca che da sempre si occupa di minori e disabilità – composto da tanti singoli pezzi. Ma solo la vista d’insieme ci permette di coglierne la completezza”.

“I giovani sono la nostra speranza – ha precisato Don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco – ed è con loro che dobbiamo lavorare per ridargli la speranza del futuro. Bisogna ripartire dalla progettualità per ricostruire il tessuto cittadino glocale e creare quel nuovo paradigma di sviluppo promosso dai ragazzi di AinRam”.

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