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Palermo, ultimatum al Consiglio comunale: approvare il bilancio o scatta il commissario

Il commissario ad acta diffida Sala delle Lapidi: sul bilancio 2026-2028 pesa anche il rischio scioglimento del Consiglio

12 maggio 2026 — Palermo è ufficialmente sotto diffida sul bilancio di previsione 2026-2028. Il commissario ad acta nominato dalla Regione Siciliana, dott. Giuseppe Petralia, ha intimato al Consiglio comunale di approvare il documento finanziario entro i termini previsti, avvertendo che, in caso contrario, si procederà in via sostitutiva.

La nota, protocollata il 12 maggio 2026 con il numero 698068, richiama il Decreto Assessoriale n. 209 del 27 aprile 2026 e l’articolo 109 bis dell’O.R.EE.LL., che disciplina l’intervento sostitutivo nei confronti degli enti locali inadempienti.

Il bilancio non è stato approvato nei termini

Nel documento viene ricostruito il percorso amministrativo che ha portato alla diffida. La Giunta comunale aveva approvato lo schema di bilancio con deliberazione n. 78 del 20 marzo 2026. Successivamente, l’Organo di revisione economico-finanziaria ha espresso parere favorevole il 13 aprile 2026.

Nonostante questo, il bilancio di previsione 2026-2028 non risulta ancora approvato dal Consiglio comunale. Una situazione che, secondo il commissario, determina una condizione di inadempienza e rende necessario l’avvio della procedura sostitutiva.

Il commissario: adempimento obbligatorio e urgente

La nota usa toni netti. L’approvazione del bilancio viene definita un adempimento “obbligatorio, indifferibile ed urgente”. Il commissario evidenzia inoltre che la mancata approvazione del documento finanziario costituisce un grave pregiudizio per la sana gestione amministrativo-contabile dell’ente.

Il Consiglio comunale è stato convocato per i giorni 13 e 14 maggio 2026, con all’ordine del giorno proprio l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028. La diffida, quindi, arriva alla vigilia di una seduta politicamente delicatissima per Sala delle Lapidi.

Il rischio politico: intervento sostitutivo e scioglimento

La parte più rilevante del documento riguarda le conseguenze in caso di mancata approvazione. Il commissario avverte i consiglieri comunali che, decorso inutilmente il termine assegnato, si procederà in via sostitutiva all’approvazione del bilancio e degli atti collegati.

Ma non solo. Nella nota viene richiamata anche la sanzione prevista dall’articolo 109 bis dell’O.R.EE.LL., che può comportare lo scioglimento del Consiglio comunale.

Si tratta di un passaggio pesante, che apre un fronte politico e istituzionale di primo piano. Palermo, città già segnata da ritardi, tensioni amministrative e difficoltà gestionali, si ritrova davanti a un bivio: approvare il bilancio o consegnare la decisione al commissario.

La seduta del Consiglio comunale diventa quindi uno snodo decisivo. Non è soltanto una questione contabile: in gioco c’è la tenuta politica dell’aula e la capacità dell’amministrazione comunale di garantire gli atti fondamentali per il funzionamento della città.

 

Francesco Panasci

È direttore e fondatore de Il Moderatore, quotidiano online indipendente attivo dal 2007. Giornalista e autore, si occupa di politica, società, cultura e attualità italiana, con un approccio critico, diretto e indipendente.

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