Palermo, dopo Cannella la Cultura apre una partita politica complessa
Fratelli d’Italia tra correnti e nomi in campo. Il nodo vero resta il vicesindaco e gli equilibri interni

POLITICA – PALERMO
23 aprile 2026 – La nomina di Giampiero Cannella a sottosegretario alla Cultura apre una fase nuova e delicata per il Comune di Palermo. Non si tratta soltanto di sostituire un assessore: la delega alla Cultura è uno snodo strategico e, insieme al ruolo di vicesindaco, incide direttamente sugli equilibri politici della maggioranza guidata da Roberto Lagalla.
La partita è tutta interna al centrodestra e, in particolare, a Fratelli d’Italia, chiamato a ridefinire assetti e pesi dopo un passaggio che ha inevitabili effetti a catena tra Comune e Regione.
Gli equilibri interni: il peso dell’area Aricò
Guardando agli attuali equilibri meloniani in giunta, la casella lasciata libera da Cannella potrebbe essere rivendicata dall’area più vicina all’assessore regionale Alessandro Aricò, che al momento non esprime direttamente un assessore nel governo cittadino.
Una scelta che avrebbe una sua logica politica, riequilibrando la rappresentanza interna e dando spazio a una componente oggi meno presente nell’esecutivo comunale.
Il toto nomi: De Filippis, Romano e le opzioni interne
In questo quadro sono diversi i nomi che circolano. Tra i primi indicati c’è quello di Eduardo De Filippis, già consigliere di Circoscrizione e vicino all’area Diventerà Bellissima. Il suo profilo, però, viene accostato anche a possibili incarichi di sottogoverno. Un’eventualità che lascerebbe spazio ad altre soluzioni, tra cui quella dello scrittore ed ex assessore provinciale alla cultura, Tommaso Romano, Responsabile della Fondazione Thule e figura legata al mondo culturale della destra.
Non si esclude, inoltre, che possa emergere un nome interno più riservato, un profilo fiduciario da spendere nella fase finale della trattativa, soprattutto se collegato alla partita più importante: quella della vicesindacatura.
Il vero nodo: la corsa al ruolo di vicesindaco
La vera partita, infatti, non è solo sulla Cultura ma sul ruolo di vicesindaco, eredità politica più rilevante lasciata da Cannella.
Su questo fronte si muovono più correnti. L’area vicina alla parlamentare Carolina Varchi potrebbe puntare sull’attuale assessore al bilancio Brigida Alaimo, mentre l’eurodeputato Giuseppe Milazzo può contare sulla presenza in giunta di Dario Falzone, già vicesindaco ai tempi dell’amministrazione Cammarata.
Una competizione interna che rende il quadro ancora più articolato e che potrebbe essere affrontata nel vertice di Fratelli d’Italia previsto nei prossimi giorni, con la partecipazione dei vertici nazionali del partito.
Il nodo Scarpinato: un profilo forte dentro una partita aperta
In questo scenario complesso, emerge anche il nome di Francesco Paolo Scarpinato, attuale assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana.
Scarpinato è stato tra i più votati di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale di Palermo. Un elemento che lo colloca tra i profili con un importante peso politico nella partita, ma che non determina automaticamente la sua disponibilità a un eventuale passaggio al Comune.
Perché il passaggio al Comune appare meno probabile? L’assessorato regionale ai Beni culturali è attualmente impegnato su più fronti: programmazione, valorizzazione dei siti, rilancio di musei e parchi, interventi sul patrimonio culturale e paesaggistico. Nel corso del suo mandato, l’attività politico-amministrativa si è sviluppata con continuità e presenza sul territorio, producendo risultati e consolidando un percorso che oggi appare in una fase di sviluppo più che di transizione. In questo contesto, un eventuale spostamento verso il Comune verrebbe inevitabilmente letto come un’interruzione di un percorso amministrativo ancora in piena evoluzione.
Da qui una valutazione che circola con sempre maggiore insistenza negli ambienti politici: la continuità alla Regione rappresenta, allo stato, l’ipotesi più coerente.
Una scelta dentro un equilibrio più ampio
Resta comunque una decisione che si inserisce in un quadro più ampio, fatto di equilibri interni a Fratelli d’Italia e di una sintesi politica che il partito dovrà costruire nei prossimi giorni. La partita resta aperta e non può essere ricondotta a una sola soluzione. Ma un elemento emerge con chiarezza: il peso politico di un profilo non coincide automaticamente con la sua collocazione finale.
Ed è su questo equilibrio che si giocherà la scelta per la Cultura al Comune di Palermo.



