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Palermo, via gli abusivi dalle case popolari: il Comune caccia tiktoker e proprietari di seconde case

Ferrandelli annuncia controlli serrati e procedimenti amministrativi. Chi occupa senza titolo o con redditi fuori norma rischia il rilascio forzoso dell'alloggio

EMERGENZA ABITATIVA

Palermo, caccia alle case popolari occupate abusivamente: nel mirino anche i tiktoker

Un caso emblematico: oltre 12mila euro di indennità non pagate e un secondo immobile di proprietà. Si va verso il rilascio coattivo.

A Palermo la battaglia contro l’occupazione abusiva degli alloggi popolari entra nel vivo. Il Comune stringe i controlli, individua irregolarità a raffica e prepara i provvedimenti. Tra chi rischia di perdere la casa assegnata ci sono anche volti noti dei social network.

L’assessorato comunale all’Abitare sociale ha avviato una campagna sistematica di verifiche sulle assegnazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’obiettivo dichiarato dall’assessore Fabrizio Ferrandelli è duplice: accertare la legittimità originaria delle assegnazioni e verificare la permanenza dei requisiti, in particolare quelli economici e patrimoniali previsti dalla normativa vigente.

Gli uffici comunali hanno individuato nuclei familiari che occupano alloggi pubblici senza titolo valido, altri con redditi incompatibili con i limiti fissati per l’accesso al patrimonio ERP, e ancora soggetti risultati proprietari di altri immobili idonei all’uso abitativo. Tra questi, sottolinea Ferrandelli, figurano anche tiktoker con profili seguiti, la cui situazione economica reale è risultata incompatibile con la permanenza in un alloggio popolare.

Un caso in particolare ha assunto valore esemplare. Si tratta di un assegnatario che occupa un immobile di proprietà comunale concesso in sanatoria negli anni ’90. Le verifiche hanno accertato che il soggetto non ha versato le indennità di occupazione dal 2021 a oggi, accumulando un debito superiore a 12.000 euro, e che risulta contemporaneamente proprietario di un secondo immobile idoneo all’uso abitativo — circostanza di per sé sufficiente a far decadere il diritto all’alloggio popolare.

Il Comune ha già avviato un procedimento amministrativo formale finalizzato al rilascio dell’immobile e al recupero delle somme dovute, comprensive degli interessi maturati. In assenza di un accordo spontaneo, si procederà al rilascio coattivo con l’ausilio delle autorità competenti e all’attivazione delle procedure di recupero forzoso del credito. Ferrandelli chiude con un invito diretto a tutti gli assegnatari: chi si trova in una situazione non regolare è chiamato a mettersi in regola prima che siano gli uffici comunali a farlo.Ogni abuso equivale alla sottrazione della casa a chi ne ha davvero bisogno“, ha ribadito l’assessore, precisando che i controlli proseguiranno senza sosta.

La partita sugli alloggi popolari a Palermo non è solo amministrativa: è una questione di giustizia sociale. Ogni appartamento recuperato dalle mani sbagliate è una famiglia in difficoltà che può finalmente trovare una risposta concreta dal proprio Comune. E in una città dove la lista d’attesa per una casa pubblica è lunga anni, ogni alloggio conta.

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