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Palermo: Capitale della Cultura e della discordia

(di redazione) Anche i teatri privati, riuniti in Federteatri, esclusi dagli eventi di Capitale della Cultura. Giacalone: “Ci auguriamo che l’inserimento dei soli spettacoli dei teatri pubblici sia dovuto a cattiva organizzazione e o svista e non ad altro”.

Dopo le tensioni e il caos in Consiglio comunale degli ultimi giorni con al centro le polemiche sugli eventi di Palermo Capitale della cultura, ad esprimere grande disagio nei confronti dell’organizzazione, è anche Francesco Giacalone, presidente di Federteatri Sicilia.

L’associazione che riunisce la quasi totalità dei teatri privati cittadini evidenzia l’esclusione totale del comparto dagli attuali 800 eventi calendarizzati, nonostante l’impegno e i grandi numeri registrati negli ultimi anni, con le iniziative e le rassegne organizzate che hanno contribuito vivamente al conseguimento del titolo di Palermo “Capitale della cultura”. “I teatri privati cittadini
– dichiara Giacalone – hanno registrato nel 2017 (dati SIAE) più di 20.000 abbonati ed oltre 150.000 spettatori.

Nell’esprimere apprezzamento per l’attività svolta dal consigliere Giulio Cusumano, si augura che l’inserimento dei soli spettacoli (a pagamento) dei teatri pubblici sia dovuto a cattiva organizzazione e o svista e non ad altro. In linea con le dichiarazioni del Primo Cittadino, auspichiamo che Palermo capitale possa far emergere la vera cultura teatrale e far eclissare le logiche dei carrozzoni”.

SABRINA FIGUCCIA: “Giulio Tantillo e Giusto Catania litigano come i capponi di Renzo, il protagonista dei “Promessi Sposi”, per motivi risibili soltanto per affermare una propria presunta leadership, ma a farne le spese è l’intera città, che ne paga pesantemente le conseguenze con l’ennesima seduta a vuoto del Consiglio Comunale.

Mentre la città sprofonda sempre di più, mentre la crisi economica non finisce di mordere i palermitani, l’esponente forzista e quello della sinistra radicale continuano ad accapigliarsi per questioni futili.

Tutto questo avviene, mentre l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano, che si sarebbe dovuto presentare in Aula, continua a snobbare il Consiglio, probabilmente per evitare di dare scomode risposte sulle manifestazioni culturali cittadine”.

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