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Palermo: Brass group ancora una volta lasciata sole e fuori dai finanziamenti. Al via la protesta

ignazio garsia e il suo pianoforteCon il Brass Group la storia si ripete? Si, ma è una fiction che non ha lieto fine. La replica di un film che ha per attore principale il maestro Ignazio Garsia.

Ogni anno si ripresenta sotto forma di un incantesimo, quasi una maledizione. La musica contemporanea, il jazz di Garsia piace a tutti ma non è compreso da chi governa.

Chi amministra la cosa pubblica non ha forse le competenze giuste per comprendere quanto importante è la Fondazione (di cui la stessa Regione Siciliana ne è azionista) e quanta qualità produce in termini di proposta culturale, artistica e musicale?

Di fatto c’è che, ancora una volta, il maestro Garsia impegnerà soldi per trasportare il suo pianoforte davanti il palazzo del potere e per riprendere ciò che aveva lasciato l’anno prima. Manifestare. Incatenarsi al piano in segno di protesta potrebbe, come succede sempre, non essere capito e  non utile a raggiungere lo scopo voluto: il finanziamento perso.

Ecco allora che sarebbe determinante e risolutivo non attendere le male notizie, ma ragionare attuando forme di prevenzione utili anche a noi, poichè ci rende succubi della replica di un pezzo scritto molto similmente negli anni scorsi.

 Pubblichiamo comunicati di solidarietà delle sigle sindacali e delle istituzioni

Comunicato stampa CGIL e SLC

SOLIDARIETA’ A IGNAZIO GARSIA E ALL’ORCHESTRA JAZZ DEL BRASS GROUP, IN STATO DI AGITAZIONE PER IL TAGLIO DEL CONTRIBUTO REGIONALE

 Palermo 3 marzo 2016 –La Cgil e l’Slc di Palermo esprimo solidarietà nei confronti della fondazione Brass Group, una delle più importanti istituzioni jazzistiche italiane, esclusa dai contributi regionali. E rivolgono un appello alle istituzioni, alle banche agli sponsor, agli imprenditori affinché contribuiscano a un progetto di rilancio della prestigiosa istituzione culturale. “Così come esiste il Teatro Massimo per la lirica e la Foss per la musica sinfonica così deve esistere la Fondazione Brass Group per il jazz. Non può esserci differenza”, affermano il segretario della Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso, che questo pomeriggio hanno sostenuto la protesta di Ignazio Garsia, in piazza Indipendenza con il suo pianoforte, in attesa per essere ascoltato dal presidente della Regione Rosario Crocetta. I 50 componenti del Brass, tra musicisti e personale, sono in stato di agitazione e tutti i concerti sono stati annullati.

Non è pensabile tagliare fuori espressioni musicali che rappresentano la storia più bella di questa città e che si reggono in piedi quasi esclusivamente con gli incassi del pubblico – aggiungono Campo e Rosso – L’azzeramento del contributo regionale colpisce una fondazione figlia unica a Palermo. Il taglio arriva proprio adesso che il Brass si preparava al rilancio della sua attività concertistica dopo aver contribuito alla riapertura del Real Teatro Santa Cecilia. Al jazz devono essere riconosciuti pari diritti e pari dignità, non possono esistere musiche di serie A e di serie B. I jazzisti devono avere le stesse opportunità di tutte le altre forme artistiche, non possono essere considerati musicisti da sushi bar”. Cgil e Slc chiedono un tavolo alla Regione e al Comune per discutere della politica culturale della città. La Cgil metterà in atto iniziative per manifestare solidarietà nelle sedi dove opera l’orchestra.

L’Slc lancerà un crowfounding con l’ #savetheBrassGroup 

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Comunicato stampa Comune di Palermo:

Il sindaco Leoluca Orlando esprime “solidarietà al The Brass Group escluso dai contributi regionali. La Fondazione – commenta il sindaco – costituisce un importante riferimento di internazionalizzazione artistica della nostra città”.

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Comunicato stampa

BRASS GROUP,Fistel Cisl

“Regione non abbandoni la Fondazione”

“La scarsa attenzione che sta subendo la storica istituzione cittadina la Fondazione The Brass Group  da parte del governo regionale, non è certamente il giusto premio alla quarantennale mole di sacrifici fatta dai i suoi componenti”. A scriverlo in una lettera rivolta alla Regione e all’Ars, è il sindacato della Fistel Cisl Palermo Trapani a firma del responsabile aziendale Giovanni Guttilla e del segretario Francesco Assisi.  Il Brass Group, fondato agli inizi degli anni ‘70, dapprima come associazione, nel 2006, con legge regionale viene trasformata in Fondazione con la presenza dei soci privati, e la partecipazione nella qualità di socio della Regione siciliana.  “Alla Regione rivolgiamo il nostro appello affinché assolva pienamente al proprio ruolo statutario dotando il Brass Group delle somme necessarie per il proseguimento dell’attività. Ciò oltre a salvaguardare dei posti di lavoro concorrerebbe alla salvaguardia di questa istituzione che merita di essere considerata pienamente patrimonio della Sicilia” . “Dopo una discussione lunga e sterile sulla distribuzione delle  risorse  in finanziaria – conclude Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani – ,  la politica regionale ha perso un’altra occasione per eliminare davvero gli sprechi e sostenere invece lo sviluppo. Si pensi al futuro di istituzioni culturali come quella Brass Group che sono fondamentali per il rilancio dell’offerta culturale e turistica di Palermo.”

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Comunicato stampa Brass Group:

FONDAZIONE THE BRASS GROUP.  GARSIA ALLA REGIONE CON IL SUO PIANOFORTE VOGLIAMO CHE CROCETTA CI ASCOLTI”

Il presidente della Fondazione The Brass Group e il suo pianoforte. E’ la protesta simbolica inscenata da questa mattina davanti a Palazzo d’Orleans dal presidente del Brass Ignazio Garsia.

La Fondazione si è vista azzerare i contributi regionali, nonostante sia un ente di produzione tutelato per legge. In oltre cinquanta fra personale d’orchestra e amministrativo sono in stato d’agitazione. Tutti i concerti sono stati annullati, escluso quelli di valenza internazionale per cui erano già stati sottoscritti i contratti.

Non comprendiamo il perché – ha detto Ignazio Garsia – ci debba essere una differenza fra la lirica, la sinfonica e il jazz. Riteniamo che la cultura debba avere pari diritti e dignità. Attendiamo di poter essere ascoltati dal presidente della Regione, dall’assessore al Turismo e Spettacolo e dai capigruppo dei partiti”.

 

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