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Palermo: apertura Centro Internazionale di Fotografia ai Cantieri Culturali della Zisa

Palermo: apertura Centro Internazionale di Fotografia ai Cantieri Culturali della Zisa

( di redazione) Inaugurazione e anteprima mostre giovedì 16 novembre 2017, ore 19:00 con la straordinaria presenza degli artisti e dei curatori

Apertura delle mostre al pubblico dal 25 novembre 2017 (da martedì a domenica) Cantieri Culturali alla Zisa, padiglione 18

 

“Letizia Battaglia, nel suo essere fotografa, ma anche essere intellettuale e militante, editrice ed amministratrice pubblica, ha sempre agito con e per pura passione.

Una passione che, come per tanti palermitani, l’ha portata ad andar via e a ritornare, ad odiare e amare Palermo nello stesso tempo.

Letizia ha vissuto e attraversato il mondo, ma ha anche costruito pezzi importanti della storia di Palermo, che come tanti palermitani ama e odia. Letizia ha coniugato radici e ali, senza farsi soffocare dalle radici, senza farsi spazzar via dalle ali.

Oggi, grazie e soprattutto al contributo e alle idee di Letizia, a Palermo nasce un Centro Internazionale di Fotografia, che l’Amministrazione comunale ha deciso che sia uno spazio di cultura e socialità. Un Centro che Letizia vuole e sarà un luogo aperto alla città e al mondo, un luogo per unire la storia e guardare al futuro”.

 

Leoluca Orlando

“Con l’apertura di questo nuovo centro si realizza il sogno di uno spazio dedicato interamente all’archiviazione, la ricerca e la realizzazione di attività legate all’arte della fotografia nella nostra città. Da un’idea e su input di Letizia Battaglia, con progetto di recupero del capannone donato da Iolanda Lima, nasce un nuovo spazio ai Cantieri Culturali della Zisa, che quest’anno vedono un’accelerazione nella realizzazione del complesso progetto di cittadella della cultura e dell’innovazione in collaborazione tra pubblico e privato. Un’inaugurazione strepitosa, grazie alla presenza dell’artista di fama internazionale Isaac Julien con la mostra “The Leopard” a cura di Paolo Falcone; la collettiva “Io sono Persona”, a cura di Giovanna Calvenzi, Kitti Bolognesi e Marta Posani, e “Fotografi per Palermo”, a cura del Centro Internazionale di Fotografia, che anticipa una programmazione che sarà di riferimento per Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Grazie grandissima Letizia, ad maiora!”.

Andrea Cusumano

“Il centro più bello d’Europa nasce qui, a Palermo, grazie alla grande passione di più persone e dovrà resistere al tempo”.

Letizia Battaglia

Giovedì 16 novembre 2017 alle ore 19:00, è stato  inaugurato  in anteprima il Centro Internazionale di Fotografia della Città di Palermo, diretto da Letizia Battaglia, e le mostre, con la straordinaria presenza degli artisti e dei curatori.

Le mostre saranno visitabili dal 25 novembre, da martedì a domenica.

Il Centro che ha sede presso il padiglione 18 dei Cantieri Culturali alla Zisa, riprogettato dall’architetto Antonietta Iolanda Lima, che ha donato il progetto all’Amministrazione comunale, è uno spazio di circa 600 metri quadrati,  suddiviso in diverse sale espositive, che ospiterà oltre a mostre, progetti ed eventi che si susseguiranno in modo intenso.

Il Centro si propone come una realtà culturale dinamica nella quale potranno agire, in sintonia, esperienze e saperi diversi, in cui all’azione fotografica potranno relazionarsi discipline artistiche diverse, quali la poesia, la musica, la danza, il teatro e le arti visive.

Il programma del Centro, molto ricco e articolato, prevede sia l’organizzazione di esposizioni fotografiche, personali e collettive, dei protagonisti del panorama nazionale e internazionale, sia una serie di workshop, che fanno del Centro un luogo di aggregazione e di incontro,  per la costruzione di un pensiero culturale contemporaneo.

Le prime mostre in programma al Centro Internazionale di Fotografia saranno:

Io sono persona”,

“Io sono persona. Storie di emigrazioni e di immigrazioni raccontate da fotografi italiani” (catalogo DRAGO). La mostra è curata da Kitti Bolognesi, Giovanna Calvenzi e Marta Posani e presenta le opere di 36 autori che dall’immediato dopoguerra a oggi hanno documentato con impegno e generosità un fenomeno che oggi rischia di diventare una tragedia nazionale. Il titolo ha origine dalla “Carta di Palermo”, presentata in occasione di un convegno tenutosi proprio alla Zisa nel 2015. L’itinerario espositivo racconta le migrazioni interne del dopoguerra, i primi arrivi dall’Albania, i drammi dei barconi che attraversano il Mediterraneo, ma anche i campi in Francia, in Grecia, in Siria, i posti di frontiera tra il Guatemala e il Messico, le fughe da Paesi dell’Africa, gli arrivi in Europa…

Con linguaggi che spaziano dalla documentazione all’interpretazione, con immagini realizzate per i giornali, per le ONG oppure per le gallerie d’arte o per i musei, utilizzando video o proponendo installazioni, ogni autore ha voluto vedere con i propri occhi, esserci, testimoniare, raccontare una presa di coscienza che è anche una dichiarazione di solidarietà e di fratellanza.

Gli autori: Alberto Amoretti, Isabella Balena, Valentino Bellini/Eileen Quinn, Antonio Biasiucci, Giovanni Chiaramonte, Ilaria Crosta/Niccolò Hébel, Alfredo D’Amato, Nicolò Degiorgis, Gabriele Galimberti, Marco Garofalo, Francesco Giusti, Alessandro Grassani, Giovanni Hänninen, Mimmo Jodice, Andrea Kunkl, Uliano Lucas, Francesco Malavolta, Dario Mitidieri, Cristina Omenetto, Caterina Pecchioli, Alessandro Penso, Simone Perolari, Giulio Piscitelli, Agnese Purgatorio, Francesco Radino, Rocco Rorandelli, Luca Rotondo, Emanuele Satolli, Ferdinando Scianna, Alessandro Scotti, Massimo Sestini, Fabrizio Villa, Massimo Vitali, Francesco Zizola.

 

Isaac Julien – The Leopard“, esposizione a cura di Paolo Falcone.

La mostra a cura di Paolo Falcone, concepita per il Centro Internazionale di Fotografia vede ospitare per la prima volta in una mostra personale a Palermo l’artista britannico, considerato uno dei principali protagonisti della scena artistica internazionale che ha rivoluzionato l’uso dell’immagine e del video, in opere e istallazioni di grande rappresentazione visiva e poetica.

In previsione di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 la mostra ha anche l’intento di aprire un nuovo spazio espositivo e di dibattito culturale nella Città di Palermo, dove rimarrà allestita fino al 6 gennaio 2018.

Il titolo della mostra prende le mosse dall’opera The Leopard, realizzata dall’artista britannico nel 2007, facente parte della serie Western Union: Small Boats, che vede l’artista lavorare tra Palermo, Sciacca, Lampedusa e Scopello. Flussi migratori, sincretismi culturali e sensibilità per gli avvenimenti legati all’attualità sono la cifra dell’invito di Isaac Julien a Palermo.

Un ritorno dopo dieci anni dalla produzione di Western Union: Small Boats in una mostra personale di Isaac Julien che vede esposti video e fotografie, opere inedite al grande pubblico siciliano, ed esposte in alcuni tra i principali musei internazionali, tra i quali il MoMA di New York e la Royal Academy of Arts di Londra.

The Leopard di Isaac Julien è un’opera concepita dall’artista britannico in Sicilia quale metafora e narrazione dei viaggi intrapresi dai migranti nell’attraversare il mar Mediterraneo. Il film The Leopard prende spunto da Il Gattopardo di Luchino Visconti per esplorare il fenomeno migratorio, del trauma del viaggio e della forte relazione tra vita e morte.

Dopo dieci anni dalla sua realizzazione, questa opera sottende la contemporaneità di un fenomeno che non trova soluzioni e ci vede testimoni di un dramma senza fine.

Girato nel 2007 tra Palermo a Palazzo Ganci e Palazzo Cutò, alla tonnara di Scopello, alla Scala dei Turchi e a Lampedusa, l’opera di Isaac Julien è una narrazione poetica della precaria e pericolosa navigazione dei migranti africani tra le sponde della Libia e la Sicilia e messa in scena anche attraverso un complesso movimento coreografico diretto da Russell Maliphant.

Presentato per la prima volta al 67° Festival Internazionale del Cinema di Venezia, quale opera unica realizzata dalla riedizione di Western Union: Small Boats opera concepita su tre diversi schermi, in questa formulazione l’artista costruisce una narrazione inedita e poeticamente visionaria.

L’artista quindi rimette in scena con la mostra a Palermo il dramma vissuto dai migranti durante i viaggi spesso caratterizzati dal dolore e dalla morte, e qui messi in relazione e in contrasto con la magnificenza degli ori e degli specchi del celebre salone di Palazzo Ganci – usato da Visconti per la realizzazione delle scene del ballo – e che offrono allo spettatore una visione straniante e profonda. Sguardi e ritratti, movimenti di corpi e di danza che ritroviamo anche nello scalone monumentale di Palazzo Cutò, nella bianca scogliera della Scala dei Turchi e nelle acque mediterranee.

Il film è accompagnato a due grandi opere fotografiche montate su lightbox, della serie Western Union: Small Boats dove un grande cimitero di barche a Lampedusa e messo in relazione ad una immagine di un gruppo di migranti/ballerini a Palazzo Cutò. Una opera unica nella quale fotografia e video sono declinati secondo codici semantici innovativi nella realizzazione di un insieme visivo e organico dalla forte valenza etica ed estetica.

 

“Fotografi per Palermo”, più di 150 fotografie donate al Centro Internazionale di Fotografia da fotografi siciliani e nazionali, che sono esposte, per la prima volta, nel contesto per le quali furono pensate.

Di grande rilievo culturale sarà la costruzione di un archivio fotografico della città di Palermo, per il quale stiamo rivolgendo un appello a tutti i fotografi del mondo che hanno fotografato Palermo e a tutte le famiglie palermitane, per la donazione di fotografie – storiche e contemporanee, in loro possesso – della vita della città, per costruire e ricostruire una memoria storica collettiva.

Nel mese di Dicembre saranno, inoltre, inaugurate le mostre:

Women photografh women”, esposizione a cura di Melissa Harris.

Segreto”, esposizione a cura di Letizia Battaglia.

 

 

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