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Palermo allagata, cittadini contro Amap: “Caditoie mai pulite, responsabilità negate”

I residenti documentano tombini ostruiti e strade sommerse, mentre l’azienda parla di collettori sottodimensionati.

Palermo sott’acqua: Amap scarica la colpa sui collettori, ma i cittadini smentiscono

Dopo le piogge torrenziali, la città trasformata in un fiume urbano. L’azienda parla di reti sottodimensionate, ma nelle strade la realtà è diversa.

Palermo 29 settembre 2025 – Ancora una volta Palermo si è trasformata in un lago a cielo aperto. Le piogge degli ultimi giorni hanno messo in ginocchio la città, con strade impraticabili e quartieri isolati dall’acqua. Amap ha spiegato che il problema non dipenderebbe dalla mancata pulizia delle caditoie, ma dal collettore fognario, incapace di reggere la portata delle precipitazioni intense. Una giustificazione che però non regge alla prova dei fatti.

Il problema

Secondo Amap, la rete fognaria sarebbe sottodimensionata. Una tesi che deresponsabilizza chi dovrebbe garantire la manutenzione quotidiana del sistema. I cittadini, invece, raccontano un’altra verità: caditoie mai controllate, tombini otturati da anni, quartieri che ad ogni pioggia si trasformano in piscine. Nonostante i proclami, non c’è alcuna traccia di una pulizia “costante e programmata”.

Zone critiche sotto gli occhi di tutti

Dalla Zisa a Borgo Nuovo, da Corso Calatafimi fino a via Notarbartolo, le segnalazioni si moltiplicano. I residenti hanno documentato con foto e video tombini ostruiti da foglie, rifiuti e detriti, mai rimossi. Eppure Amap continua a sostenere di aver svolto regolarmente gli interventi. Una narrazione che stride con la realtà di chi vive ogni giorno il disagio degli allagamenti e subisce danni a case, negozi e automobili.

Collettori incompiuti e responsabilità politiche

Che la rete idrica e fognaria di Palermo sia vecchia e fragile è un fatto noto da anni. Il collettore Sud-Orientale è rimasto un’incompiuta, come tante altre opere strategiche per la città. Interventi annunciati e mai completati, cantieri avviati e subito bloccati da burocrazia, ricorsi e mancanza di fondi. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, che ogni volta vedono ripetersi lo stesso copione: allagamenti, emergenza, dichiarazioni d’emergenza e nessuna soluzione concreta.

Una verità scomoda

Dire che tutto dipende dal “collettore” è una scorciatoia che non regge. La verità è che Palermo non ha mai avuto una gestione seria e costante della sua rete fognaria e delle sue caditoie. Gli interventi di manutenzione ordinaria sono scarsi, episodici e spesso affidati a ditte senza un vero controllo. Gli allagamenti di questi giorni non sono frutto del destino o del maltempo eccezionale: sono la conseguenza diretta di incuria e inadeguatezza.

I palermitani meritano trasparenza: non comunicati che scaricano la responsabilità, ma dati certi, calendari di interventi, rendicontazioni pubbliche e soprattutto opere concrete. Fino a quando si continuerà a negare l’evidenza, Palermo resterà ostaggio della pioggia e della mala gestione.

Appello diretto al presidente Amap

Sig. Presidente Sciortino, la sua dichiarazione fa tappo come le fognature di questa città. Siamo convinti che le infrastrutture di Palermo non siano più sufficienti a gestire portate importanti d’acqua, ma non ci racconti favole. Dobbiamo davvero attendere che ci scappi il morto o un ferito grave? Le caditoie restano ostruite e i cittadini non vedono operai al lavoro da anni. Smettiamola di dire bugie e prendiamo finalmente atto di ciò che serve: interventi seri, immediati e trasparenti.

I cittadini della Zisa

Francesco Panasci

È direttore e fondatore de Il Moderatore, quotidiano online indipendente attivo dal 2007. Giornalista e autore, si occupa di politica, società, cultura e attualità italiana, con un approccio critico, diretto e indipendente.

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