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Palermo abbandonata: ecco le proteste delle associazioni civiche

Marciapiedi dissestati e strade abbandonate: sono questi i temi di cui parla Alessandro Bruno, di Palermo Indignata. Denuncia le condizioni di una Palermo dimenticata dall’amministrazione, che troppo spesso, ha promesso senza mantenere:

“Le condizioni di vivibilità di una città sono conseguenza di tanti fattori:Ldel livello di gestione del bene pubblico, delle strade, della viabilità, dei marciapiedi, della gestione della raccolta rifiuti. Mi piacerebbe poter credere al fatto che siano necessari anni per poter sistemare i marciapiedi di moltissime vie della nostra città, marciapiedi le cui condizioni mettono a rischio anche da banali incidenti che possono portare a gravi conseguenze, specialmente per chi non è giovane. Mi piacerebbe poter giustificare l’assenza di interventi seri e strutturali, specialmente per non notare come diventino sempre più spesse le mura invisibili di una città che presenta delle differenze abissali tra diverse parti del tessuto urbano stesso.

Da più di un anno e mezzo Palermo Indignata, Palermo Civile, Autocivitas, altre associazioni civiche e un gruppo nutrito di residenti ha segnalato e reiterato richieste urgenti di manutenzione dei marciapiedi di di Via Duca della Verdura agli uffici di competenza. Bene dopo un anno e mezzo l’unico intervento è stato un approssimato deposito di bitume sparso qua e là sopra solo alcune di quelle buche, senza alcuna recinzione, senza alcuna cura… e il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Sul gruppo facebook di Palermo Indignata sono state effettuate diverse segnalazioni di vie col manto stradale sconnesso, marciapiedi semi distrutti, strisce pedonali invisibili, segnali stradali resi invisibili dalle mancate potature degli alberi e del verde in alcune rotonde (via dell’olimpo): Palermo per tutti o Palermo per nessuno?

Via Vincenzo di Marco, Via Duca della Verdura, Via Marchese di Villabianca, Piazza Campolo, via libertà, via Goethe, via Belmonte (quartiere acquasanta) sono solo alcune delle segnalazioni che ci sono arrivate e che testimoniano la persistenza atavica di questi problemi.

Mi chiedo se sia sempre necessario che si verifichi qualcosa di non auspicabile perché le istituzioni intervengano. Spero proprio di no. 

Come cittadino palermitano sono contento del riconoscimento da parte dell’Unesco, felice del fatto che il mondo ci riconosca quello che abbiamo, un grande patrimonio storico, artistico e culturale, ma non si può rimanere in silenzio quando le condizioni di vivibilità che si riscontrano ogni giorno sono alquanto critiche, dalle piccole alle grandi cose.

Noi non ci arrendiamo! “

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