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57 giorni per non dimenticare: i giovani italiani diventano ambasciatori della rinascita nel nome di Falcone e Borsellino

La Fondazione Falcone lancia un laboratorio civile che unisce memoria, design sociale e nuove generazioni: Corleone entra nella rete del Museo del Presente, gli Uffizi prestano i faldoni del Maxiprocesso

CULTURA E MEMORIA

Quarant’anni dopo il Maxiprocesso contro Cosa Nostra e trentaquattro anni dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, Palermo non si limita a commemorare: costruisce. La Fondazione Falcone e l’Agenzia Italiana per la Gioventù hanno avviato un progetto che porta le nuove generazioni al centro delle istituzioni, trasformando la memoria in azione concreta.

Il percorso si chiama “57 giorni, 57 parole buone, 57 storie”: per tutto il tempo che separa le due stragi, parole, luoghi e storie diventano gli strumenti di un laboratorio di bellezza, design sociale ed educazione civile. Non un archivio, ma un cantiere aperto.

Sul fronte istituzionale, arriva anche la partnership con la città di Corleone, che sigla un patto sociale di progettazione culturale con il Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Contestualmente, il CIDMA porta a Palermo una esposizione straordinaria in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi: i preziosi faldoni originali del Maxiprocesso, in prestito da Firenze, entrano nella sezione permanente del Museo come testimonianza fisica di quel momento di svolta contro Cosa Nostra.

Giovedì 22 maggio · Biblioteca Blu del Museo del Presente

Alle 16:00 si svolge l’incontro “La cultura della rinascita e l’impegno nel presente: 57 parole nuove”, con la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo, il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, il presidente della Commissione antimafia siciliana Antonello CracoliciCarolina Varchi, segretario della presidenza della Camera, e le presidenti Federica Celestini Campanari (Agenzia per la Gioventù) e Vincenzo Di Fresco (Museo del Presente). Partecipano anche il sindaco di Corleone Walter Ra e il presidente del Parco Nazionale dell’Asinara Gianluca Mureddu.

Alle 17:00 spazio a “Il segno della Rinascita – Gli Uffizi a Palermo”: sul palco il presidente della Regione Renato Schifani, il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, la presidente della Fondazione Falcone Maria Falcone e il direttore degli Uffizi Simone Verde.

La presenza delle Gallerie degli Uffizi a Palermo non è solo un prestito d’eccellenza: è un segnale culturale e politico preciso. La Sicilia porta a casa i documenti che raccontano come lo Stato ha saputo rispondere alla mafia, e li affida alla custodia della memoria collettiva — in particolare a quella dei ragazzi e delle ragazze che oggi hanno l’età dei magistrati che quel processo lo costruirono.

“Le nuove generazioni” scrive la Fondazione Falcone, “sono i veri ambasciatori della rinascita”. Non un augurio retorico: è la struttura stessa del progetto che lo dimostra, affidando ai giovani un ruolo attivo nelle attività del Museo, non quello di semplici ospiti di una cerimonia.

Cinquantasette giorni. La stessa distanza che separò la morte di Falcone da quella di Borsellino diventa adesso il perimetro di un cantiere civile. La scommessa è che alla fine di quei 57 giorni qualcosa resti — non solo negli archivi, ma nelle persone.

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