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A palazzo Petyx a Palermo inaugurata mostra “Bruno Caruso

A palazzo Petyx a Palermo inaugurata mostra “Bruno Caruso: le opere del Nuovo Testamento” e Banca Sant’Angelo fa il bis con il catalogo del pittore siciliano prossimo ai 90 anni

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lincredulita-di-tommaso – mostra Bruno Caruso

(di redazione) Inaugurata oggi, dal Presidente Salvatore Vitale e dal Direttore generale di Banca Sant’Angelo Ines Curella, la mostra “Bruno Caruso: le opere del Nuovo Testamento” a Palazzo Petyx a Palermo. A ridosso dei 90 anni del grande pittore siciliano contemporaneo la Galleria La Rocca, in  collaborazione con Banca Popolare Sant’Angelo, ha allestito una esposizione di ben 30 opere su una cinquantina che il Maestro Caruso ha realizzato sul tema del Nuovo Testamento dalla nascita di Cristo alla sua morte e resurrezione. Un evento pittorico di assoluta rilevanza visto che tante di queste opere, tranne in un paio di occasioni, non sono mai state esposte al pubblico e pubblicate in un catalogo. E’ infatti, un doppio omaggio al Maestro che la BPSA, inaugurando le celebrazioni del suo novantesimo compleanno (che sarà l’8 agosto prossimo) ha inteso fare realizzando, oltre alla mostra, anche il catalogo “Bruno Caruso: l’uomo, l’origine, l’impegno sociale, la bellezza, la fede”, curato dal gallerista Leonardo La Rocca storico amico personale del Maestro. “La Banca Popolare Sant’Angelo”, sottolinea il Responsabile Area mercato Giuseppe Leo, “è da sempre legata all’arte e alla cultura e con la mostra e lo splendido catalogo che la illustra intende fare un tributo al Maestro Caruso e fornire un auspicio che, nel medesimo solco, si affianchino altre iniziative volte a propiziare un bilancio critico e storico su uno degli artisti più significativi del nostro tempo”. La mostra sarà aperta sino a tutto febbraio a Palazzo Petyx a Palermo, dal 27 al 30 dicembre e dal 2 al 5 gennaio dalle ore 9.30 alle 16.30 e successivamente nei weekend. A Partire dal mese di marzo sino a tutto aprile la mostra si trasferirà a Palazzo Frangipane a Licata.              

La mostra comprende opere di assoluto pregio del periodo del Nuovo Testamento e tra queste: “La Madonna di Odigitria”, china, acquarello e tempera dalla quale nel 1987 il Cardinale Pappalardo ha chiesto al Maestro di potere trarne una serigrafia in 150 copie; “Il volto di Cristo”, donata dal Pittore a Giovanni Paolo II, ora custodita nei Musei Vaticani, una acquaforte da cui sono state tirate 100 copie distribuite nelle chiese; “Ritorno dal Golgota”, prima versione degli oli dedicati al  “Corone di spine”; “La disperazione di Giuda”, un altro olio con una espressione molto intensa. Bruno Caruso ha sempre considerato queste opere del Nuovo Testamento  come “figlie” delle 200 tavole dell’Antico Testamento realizzate negli anni ’80.

“Nessuno sa meglio di me come sono andate le cose. Ho cominciato a disegnare molto presto. Avevo 5 anni quando, nel 1932, realizzai il primo album di disegni all’asilo del Santa Lucia in Via Ruggero Settimo a Palermo”. Sono queste parole scritte di pugno dal Maestro Caruso qualche anno fa, l’incipt del catalogo delle opere del pittore siciliano realizzato in tandem con la mostra. Un poderoso ed elegante volume di 168 pagine in carta patinata che costituisce un excursus della vita artistica e umana del pittore siciliano. Un volume dove si trovano pubblicate tantissime opere dell’artista che hanno segnato le diverse fasi della sua vicenda pittorica: la bellezza, l’impegno sociale, la fede. In tutto 158 tavole che comprendono anche dipinti che raffigurano: Leonardo Sciascia, Mario Praz, De Chirico, Federico Zeri. Ma anche 21 foto che abbracciano tanti momenti della vita di Caruso  con accanto personaggi del mondo artistico italiano e tante foto del suo studio. “Seguendo e conoscendo da 40 anni l’attività del Maestro Caruso mi rendo conto”, afferma il gallerista Leonardo La Rocca, “che il tema della fede non è presente soltanto nelle opere esposte in questa prestigiosa mostra, ma è riscontrabile in tutta la sua opera soprattutto nella caratterizzazione delle figure degli oppressi, dei deboli e degli enmarginati.”

Il volume comprende una raccolta di diversi saggi critici e articoli sulll’opera di Caruso ed in particolare di:  Leonardo Sinisgalli,  Libero Bigiaretti, Enzo Bilardello,  Claudio Strinati, Leonardo Sciascia, Paolo Volponi, Simonetta Trovato. Significativa e sdrammatizzante la tavola con cui si conclude il volume: “Amica”, una china, acquarello e tempera del 1986, raffigurante la morte che mette il braccio sulla spalla di un Caruso nudo con in mano la tavolozza dei colori, una modalità pittorica scelta dal Maestro anche per esorcizzare il momento del trapasso.

Palermo, 22 dicembre 2016

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