Non solo agenti, tutti i cittadini sotto scudo: il pacchetto sicurezza del governo
Fermi preventivi, scudo penale e zone rosse, ecco perché questa volta conta davvero

DECRETO
Il governo mette sul tavolo un pacchetto sicurezza che cambia le regole del gioco nelle piazze e nelle strade
Dal fermo preventivo dei violatori alle zone rosse nei quartieri più a rischio
Il governo sta finalizzando un intervento legislativo che ridisegna in profondità gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine e dei prefetti per garantire l’ordine nelle manifestazioni e nelle aree urbane più critiche. Le misure, ancora in fase di discussione tra i ministeri coinvolti, potrebbero prendere forma sia sotto la veste di decreto legge — per le norme più urgenti — sia come disegno di legge ordinario.
Manifestazioni: controlli più duri e arresti differiti
Il primo pilone del pacchetto riguarda il controllo preventivo durante le manifestazioni. Gli ufficiali e gli agenti di polizia potranno trattenere nei propri uffici, per fino a dodici ore, le persone individuate durante i controlli che risultano pericolose per il corretto svolgimento dei cortei. Salvini ha spinto per portare quel limite fino a quarantotto ore, ma la proposta resta ancora aperta.
Parallelo a questa misura prende forma il potenziamento del Dacur, il divieto di accesso a determinate aree urbane: la restrizione si estenderà a chi risulta denunciato o condannato per reati commessi durante le proteste. Viene poi introdotta la possibilità di arresto in flagranza differita per chi compie danneggiamenti durante le manifestazioni, anche se il fatto non viene accertato nell’istante in cui accade.
Scudo penale e coltelli: le novità per cittadini e minorenni
Un capitolo a sé lo occupa lo “scudo” penale allargato a tutti i cittadini. La misura prevede che, in presenza di cause di giustificazione — come la legittima difesa o l’adempimento del dovere — la persona non venga automaticamente iscritta nel registro degli indagati. Per gli agenti delle forze dell’ordine significherà non dover comparire in quell’elenco ogni volta che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni. Una proposta di Fratelli d’Italia depositata alla Camera chiede che il procuratore abbia sette giorni per compiere accertamenti preliminari prima di procedere, se strettamente necessario, all’iscrizione.
Sul fronte della sicurezza dei minorenni il governo punta sulla stretta sui coltelli. Diventerà illegale vendere lame a chi non ha ancora diciotto anni, incluse le vendite online. Chi viola la norma rischia una sanzione che parte da 500 euro e arriva a 3.000 euro, aumentandosi fino a 12.000 euro in caso di reato ripetuto. Il divieto di porto riguarderà tutti i coltelli con lama superiore a cinque centimetri, mentre per quelli più corti sarà necessario un giustificato motivo. I genitori che non vigilano sui propri figli minori, quando questi sono protagonisti di atti di violenza, potranno essere multati.
Zone rosse: prefetti con poteri più ampi nelle aree a rischio
L’ultimo elemento della proposta riguarda le “zone rosse”. I prefetti potranno designarle in aree dove si registrano episodi gravi e ripetuti di illegalità. In queste zone non potranno sostare le persone segnalate dalla giustizia per reati contro la persona, per traffico di stupefacenti o per porto di armi. Una possibilità che attualmente esiste solo in circostanze eccezionali e urgenti.
Le riunioni tra i tecnici dei ministeri proseguono nelle prossime ore per definire quali misure entreranno nel decreto legge — con effetto immediato — e quali seguiranno il percorso più lungo del disegno di legge parlamentare. Il pacchetto, se approvato nella sua forma attuale, rappresenterebbe uno dei più significativi interventi sulla sicurezza urbana degli ultimi anni.



