Un legame che dura trent’anni, Orlando riceve la Medaglia dell’Abcazia
Accoglienza e amicizia georgiano-italiana, Orlando e le famiglie siciliane celebrati dal Consiglio Supremo

SOLIDARIETÀ
Orlando premiato dall’Abcazia: la Medaglia del Consiglio Supremo per trent’anni di accoglienza
Il Consiglio Supremo della Repubblica Autonoma dell’Abcazia ha conferito la propria Medaglia a Leo-Luca Orlando, ex Sindaco di Palermo ed europarlamentare, per il contributo alla riabilitazione dei bambini sfollati e al rafforzamento dell’amicizia georgiano-italiana.
Il riconoscimento è ufficializzato dall’Ordine n. 01/52, firmato il 3 marzo 2026 da Jemal Gamakharia, Presidente del Consiglio Supremo, e cita espressamente il contributo eccezionale di Orlando alla riabilitazione e all’adattamento sociale dei bambini georgiani sfollati dall’Abcazia, nonché al rafforzamento dell’amicizia georgiano-italiana.
Firmato da Jemal Gamakharia, Presidente del Consiglio Supremo della Repubblica Autonoma dell’Abcazia.
Un contributo eccezionale alla riabilitazione e all’adattamento sociale dei bambini sfollati dall’Abcazia
Orlando ha ringraziato tutta la comunità siciliana che per quasi trent’anni ha tenuto aperte le porte a quei bambini. “Questo riconoscimento va non a me, ma a tutta la comunità che ho avuto l’onore di rappresentare”, ha detto. Al centro di quella rete c’è l’associazione Libellula.
“Voglio anche dire grazie ai georgiani tutti, ma in particolare ai georgiani provenienti dall’Abcazia, che sono oggi rappresentati dal Presidente della Repubblica Autonoma in esilio, che è stato nostro ospite a Palermo come Presidente, ma che lo è stato quasi 30 anni fa come ragazzino, tra i tanti ragazzini ospitati dalla famiglia siciliana. E la vostra famiglia sono un punto di riferimento per questa straordinaria azione di umanità e di solidarietà internazionale che va oltre le frontiere e che guarda negli occhi e nel cuore le persone.” — Leo-Luca Orlando, alla cerimonia di consegna della Medaglia del Consiglio Supremo dell’Abcazia, Palermo
A chiudere la cerimonia, Orlando ha tracciato il cerchio di quella storia lunga trent’anni: “Mi sembra che sia un segno di grande armonia e di pace ricordare che un ragazzino ospitato in Sicilia è oggi Presidente della Repubblica Autonoma di Abcazia e una signora che ha ospitato quei ragazzini è oggi la console di Georgia in Sicilia”.
Trent’anni di accoglienza, gesti di umanità e impegno quotidiano hanno lasciato un segno indelebile: dai bambini ospitati in Sicilia, oggi leader e rappresentanti delle loro comunità, alle famiglie che hanno aperto le proprie case e i propri cuori. È una storia che dimostra che ogni gesto di solidarietà, piccolo o grande, può diventare patrimonio comune e ponte tra culture, valori e speranze condivise.



