Opere rinviate a Palermo, l’asilo di Brancaccio resta fermo
Il Consiglio comunale sposta a settembre il Piano Triennale, tra i progetti bloccati anche l’opera legata a Padre Puglisi.
In Consiglio comunale di Palermo le opere pubbliche possono attendere
Il rinvio del Piano Triennale blocca anche l’asilo di Brancaccio voluto da Padre Puglisi
Lo denuncia il consigliere di Forza Italia Gianluca Inzerillo
Piano Triennale rinviato
Palermo 25 agosto 2025 — Il Consiglio comunale di Palermo ha deciso di rinviare a settembre la discussione sul Piano Triennale delle Opere Pubbliche.
Una scelta che congela decine di interventi e lascia ancora senza certezze l’asilo di Brancaccio, l’opera simbolo di riscatto civile sognata dal Beato Pino Puglisi.
L’orologio corre
L’estate sta finendo e il tempo stringe: l’asilo deve essere consegnato entro dicembre 2026. Ogni mese perso mette a rischio i finanziamenti e riduce le possibilità di vedere l’opera completata nei tempi.
Inzerillo all’attacco
Il consigliere comunale Gianluca Inzerillo denuncia l’inerzia del capogruppo Leopoldo Piampiano: «Ho chiesto che l’asilo fosse trattato subito in Aula, con l’assessore e i tecnici. Nulla è stato fatto. Così si rischia di compromettere seriamente il futuro dell’opera».
Il monito è chiaro: senza immediate decisioni, il quartiere perderà un servizio educativo e un presidio di legalità.
Il tempo, nemico dello sviluppo
Rinviare il Piano Triennale non è un atto neutro, ma un segnale politico preciso: le periferie possono aspettare.
Eppure, la politica che ha a cuore la città non rinvia il suo processo di sviluppo, dovrebbe semmai accelerare.
Il tempo è un altro nemico dello sviluppo, e Palermo non può più permettersi di sprecarlo.
La dichiarazione integrale di Inzerillo
«Durante il Consiglio Comunale del 20 agosto – dichiara il consigliere comunale Gianluca Inzerillo – ho ribadito con forza l’urgenza di affrontare in Aula il tema dell’asilo nido di Brancaccio, un’opera attesa da anni, sognata dal Beato Pino Puglisi e fondamentale per centinaia di famiglie del quartiere.
Ho richiesto formalmente al capogruppo Leopoldo Piampiano la convocazione dell’assessore competente e dei tecnici, così da avere un quadro chiaro sui tempi di realizzazione, sulla rendicontazione e sull’incardinamento della delibera relativa al Piano Triennale delle Opere Pubbliche, indispensabile per l’avvio e la conclusione dei lavori.
Purtroppo, l’esito della Conferenza dei Capigruppo del 25 agosto ha dimostrato che le priorità sono state indirizzate altrove: il Piano Triennale è stato relegato a settembre, come fanalino di coda, mentre sarebbe stato indispensabile incardinarlo già questa settimana e ascoltare l’assessore Orlando in Aula.
Nulla è stato fatto dal capogruppo Piampiano, che ha disatteso le richieste, con il rischio concreto di compromettere seriamente il futuro dell’opera. Ricordo infatti che il fondo che finanzia l’asilo di Brancaccio dovrà presumibilmente essere rendicontato entro dicembre 2026: ogni ulteriore ritardo espone la città al pericolo di perdere risorse preziose.
Ribadisco pertanto la necessità che l’Aula venga immediatamente messa nelle condizioni di discutere e deliberare senza ulteriori rinvii. L’asilo di Brancaccio non è soltanto un servizio educativo, ma un presidio di legalità, di dignità e di riscatto per uno dei quartieri più difficili della nostra città.»







