Cronaca

Operazione Pizzo nel palermitano

Le estorsioni ricostruite nell’inchiesta sono state quelle subite da un imprenditore agrigentino, impegnato tra il marzo 2007 ed il gennaio 2008 nell’esecuzione dei lavori di un appalto per l’importo di quasi 1.600.000 euro del Comune di Camporeale per opere di urbanizzazione primaria nell’ambito del piano di insediamento produttivo (P.I.P.) in località contrada Serpe.

L’imprenditore fu costretto a pagare il “pizzo”, alla famiglia mafiosa di Camporeale. La somma sborsata era pari a circa il 3% dell’importo dell’appalto, per un totale di 15.000 mila euro e a subire l’infiltrazione nell’appalto in questione da parte dell’impresa edile la S.C. Costruzioni Srl gestita da Antonino Cusumano, l’imprenditore finito in carcere con l’accusa di estorsione.

Attraverso artificiose stipule di contratti di nolo mascherati formalmente da noli a freddo, con l’assunzione di operai del posto licenziati i modo fittizio dalle ditte intervenute nell’esecuzione dell’appalto, per poi essere assunti dallo stesso imprenditore.

La seconda estorsione ai danni un altro imprenditore, sempre agrigentino, che si era aggiudicato, tra il luglio 2007 ed il gennaio 2008, l’appalto pubblico della Provincia Regionale di Palermo, per un importo di 950.000 euro relativo ai lavori di sistemazione del piano viario e costruzione delle opere di corredo della Strada, che collega il Comune di Camporeale con quello di Alcamo, costretto ad assumere operai imposti allo stesso e a rifornirsi di calcestruzzo presso un impianto locale.

Infine l’ultimo episodio riguarda una ditta di Giardinello che stava realizzando cinque edifici privati in contrada Paterna a Terrasini.

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