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Operazione antimafia dei carabinieri: 16 arresti tra San Giuseppe Jato e Monreale FOTO

 

(di redazione)Operazione Monte Reale: Nella notte 16 arresti tra San Giuseppe Jato , San Cipirrello e Monreale, operazione antimafia condotta dal Comando Provinciale Carabinieri Palermo sotto la nuova guida del colonnello Antonio Di Stasio.

Nella notte un imponente dispiego di militari dell’arma con l’ausilio di alcune unità cinofile e il supporto di elicotteri hanno perlustrato il territorio tra San Giuseppe Jato e Monreale per l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare per presunti boss e gregari.

Il quadro investigativo messo a fuoco dalle indagini dei militari dell’arma ha evidenziato scenari di instabilità all’interno dell’organizzazione criminale  di Monreale ed ha acceso i riflettori sul vecchio ma rinnovato business della marijuana; coltivazione e spaccio, un’attività fiorente a bassissimo costo, un fenomeno in crescita per l’aumento di richiesta sul mercato, produzione locale della sostanza stupefacente e manovalanza con compiti specifici assegnati per ogni fase della coltivazione delle piantine. Installazione delle piantagioni, manutenzione delle lampade, irrigazione  quasi un “subappalto” lo ha definito il T. Col. Pietro Sutera, comandante il Gruppo Carabinieri Monreale.

“Restano sempre le estorsioni comunque  introito costante dell’economia di cosa nostra, che reimpiega e reindirizza i proventi illeciti nell’attività di coltivazione e spaccio di droga”, ha sottolineato il colonnello Antonio Di Stasio.

Un presunto boss costretto a lasciare la Sicilia nottetempo, nel febbraio 2015, Giovanbattista Ciulla, indicato dai militari dell’arma come ex reggente della famiglia di Monreale attualmente detenuto e “posato” dai vertici criminali perché reo agli occhi degli altri associati,  a quanto evidenziato dal T.C. Pietro Sutera di aver trattenuto somme di denaro che sarebbero dovute confluire nella cassa del mandamento, di aver intrattenuto all’epoca dei fatti una relazione extra coniugale con la moglie di un detenuto, accuse per le quali ha rischiato di essere ucciso, da qui la precipitosa fuga in Friuli.

Anche una  denuncia ai carabinieri dopo una gravissima intimidazione che il 28 febbraio 2015 fece trovare davanti l’uscio di casa una testa di capretto con un proiettile conficcato all’interno ed un perentorio messaggio rivolto a Isidoro Benedetto  Bongusto, allora legato al Ciulla, ” Da questo momento non uscire più di dentro perchè non sei autorizzato più a niente”.

Solo alcuni degli episodi raccontati oggi al comando provinciale dei carabinieri.

Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Palermo Guglielmo Ferdinando Nicastro su rischiesta della Procura Distrettuale diretta da Francesco Lo Voi nell’ambito di un’indagine coordinata dai sostituti Francesco Del Bene, Amelia Luise e Siro De Flammineis hanno riguardato 16 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, lesioni gravi, estorsione, illecita detenzione di armi, detenzione sostanze stupefacenti. Di seguito nomi e foto :

Alamia Antonio 19/02/ 64 attualmente detenuto; Denaro Di Liberto 12 / 03/ 74 attualmente detenuto; Bruno Ignazio 21/11/73 attualmente detenuto; Ciulla Giovan Battista 16/12 /1981 attualmente detenuto; Buzzetta Onofrio 02/01/1974 attualmente detenuto; Simonetti Vincenzo 09/07/1960; Lupo Domenico 31/07/1959; Lupo Salvatore 25/10/1988;Pupella Giovanni 04/10/1990; Buongusto Benedetto Isidoro 12/03/1950;Serio Antonino 25/09/1954; Lo Presti Pietro 04/10/1984; Bruscia Alberto 05/10/1978; Balsano Francesco 23/ 12 /1976;Billetta Salvatore 17/051969;Matranga Giovanni obbligo presentazione al Pg 13/05/1962

 

 

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