Spazio Libero

Onorevoli, per cortesia, siate Onorevoli!

Riceviamo e pubblichiamo integralmente lettera di Armando Pupella.

Banche, euro, globalizzazione, a parte, la causa principale della cosiddetta “crisi” è la pazzia per la grana, a tutti i livelli, che non ci consente di affrontare le sfide della globalizzazione, dell’euro, della lira se venisse reintrodotta.

Il 10 febbraio 2015 la Corte dei Conti ha stigmatizzato la corruzione evidenziandone il disastro economico sociale morale. Non mi convince l’acquisto dei nostri titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea; intanto è altro debito che si aggiunge all’enorme debito pregresso. I tassi d’interesse sono bassi ma il debito è enorme, e l’acquisto dei nostri titoli da parte della BCE non è indifferente.

Questo nuovo debito a cosa serve? Per investimenti produttivi? O per pagare i vecchi debiti e le spese correnti?

In ogni caso non è un buon segno; perché interviene la BCE ? Gli investitori e i risparmiatori ripongono meno fiducia nei nostri titoli? Non è esatto definire astronomico il nostro debito pubblico. Non è astronomico. E’ GASTRONOMICO. Buon appetito!

Il debito è simile a quello causato da una lunga guerra; purtroppo ci sono anche i morti: i moltissimi disoccupati e imprenditori che continuano a suicidarsi da ben 25 anni ! Considerando che, a causa del debito, siamo in una situazione simile a quella della maledetta seconda guerra mondiale, se non vogliamo continuare con la decadenza bisogna, per risorgere, riscoprire lo spirito e l’ansia di ricostruzione che avevamo dopo quel conflitto. Il risorgimento economico, occupazionale, sociale e morale è possibile, non con riformine, ma con soluzioni decenti ed efficaci, senza rompere le “tasche” agli italiani. Soluzioni che esistono.

Per competere nella globalizzazione, urge uno Stato snello e poco costoso per i contribuenti, con burocrazia semplice; caratteristiche simili a quelle dell’Italia del miracolo economico degli anni sessanta del secolo scorso, durante i quali Catania era definita Milano del Sud e la lira era una signora valuta che, nel 1960, vinse l’Oscar mondiale come moneta piu’ forte. Allora fummo aiutati dai dollari del Piano Marshall e dalle rimesse dei nostri emigranti; soldi che oggi non ci sono. Ma abbiamo la possibilità, con globalizzazione, euro, o lira, di essere in Europa primi inter pares. Le riformine e i pannicelli caldi non servono.

Urge ridimensionare spropositati privilegi, che per dirigenti pubblici superano quelli non indifferenti dei politici, eliminare l’elefantiaca spesa pubblica asociale e improduttiva azzerando enti superflui e tante poltrone superflue non solo a Roma, ma anche dalla Sicilia alla Val Padana.

LA GRECIA È VICINA! PERICOLOSAMENTE VICINA !

Lo statista pensa alle future generazioni, il politico alle prossime elezioni (Alcide De Gasperi)

Lo statista amministra la res publica con la diligenza del buon pater familias usando tre C: cabeza, corazon, cojones. Il politico, invece, usa la quarta c: quella di culo per farlo star comodo sulla poltrona. Una grave epidemia debilita noi italiani: la poltronite acuta e cronica.

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