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“Onorate società”, presentato a Palermo il libro di Piero Messina

Come si conciliano martello, cazzuola, compasso ed il grembiule, i tradizionali simboli muratori dei fratelli massoni, con la nascita della mafia come sistema criminale organizzato in Italia? Quali sono i legami che uniscono la massoneria, nata come apparato di regole etiche per la creazione di un sistema morale, filosofico e filantropico, con Cosa Nostra che invece incarna la degenerazione ed il totale rovesciamento di tali elevati fini?

A spiegarlo è il giornalista del settimanale L’Espresso, Piero Messina che, nel suo libro inchiesta dal titolo piuttosto emblematico “Onorate società. Mafia e massoneria, dallo sbarco alleato al crimine globale, cento anni di trame oscure” racconta come nascono le logge massoniche in Italia, il contributo storico dato al Paese ma ripercorre soprattutto le tappe delle contaminazioni culturali, organizzative e logistiche delle logge alla nascita della mafia come sistema organizzato.

Il libro è stato presentato a Palermo, città natale dell’autore, in una nota libreria del centro dal giornalista del Il Fatto quotidiano Giuseppe Lo Bianco e da Sonia Alfano, già presidente della Commissione Crim al Parlamento europeo e madrina del Testo unico antimafia.

Messina fa un’analisi attenta e scrupolosa, tipica del giornalista d’inchiesta, dei fatti che diedero linfa al trinomio mafia, massoneria deviata e apparati istituzionali. “Un grumo di potere assoluto, capace di solidificarsi giorno dopo giorno e di superare indenne le stagioni della politica- spiega Messina, già autore di un altro volume Il cuore nero dei servizi e Protezione civile – anche cambiando pelle. In nome di questa triplice alleanza sono stati sciolti e ricomposti partiti politici; destituiti governi, corrotti giudici, politici, amministratori; tentati golpe; sostenute, alimentate e protette fazioni criminali; fatte esplodere bombe; uccisi magistrati e uomini delle forze dell’ordine. Un vero massacro della democrazia”.

Come si è reso possibile tutto questo?

“E’ accaduto- argomenta- perché ognuno dei tre attori- le mafie, la politica e le massonerie deviate- ha potuto contare su un sistema di relazioni a livello locale e globale: una rete di protezione, una sorta di Patto Atlantico sotterraneo che spesso ha inciso sul destino della democrazia italiana”.

Il segreto è il vincolo che fa da collante a queste entità diverse per natura e scopo, ma irrimediabilmente collegate. Interessanti curiosità, che fanno comunque riflettere il lettore attento, emergono già sin dalle prime pagine. Lo stemma della stella a cinque punte, il “pentalfa” della tradizione massonica, è stato scelto nel 1948 a simbolo della Repubblica. Quindi, pure un marchio, una sorta di brand istituzionale a suggellare e a dimostrare quanto sia preciso e cogente il legame indissolubile e mai confessato tra le istituzioni e i “figli della luce”, i fratelli massoni. Altra curiosità, l’inno nazionale, che forse non a caso inizia con “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”, scritto da Goffredo Mameli, un massone. Pura coincidenza?

Marina Pupella

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