AgricolturaPrimo PianoSicilia

Mercato dell’olio sotto pressione, produttori siciliani in sofferenza

Terrana e Caputo (Udc): “L’invasione dell’olio tunisino mette in ginocchio il comparto olivicolo”

AGRICOLTURA

Olio tunisino nei mercati siciliani, prezzi in caduta libera

Terrana e Caputo (Udc): “Danno gravissimo per le aziende locali, servono interventi immediati”

Il prezzo dell’olio siciliano è sotto pressione e a lanciare l’allarme è la Coldiretti, subito raccolto dal coordinamento regionale dell’Udc. L’ingresso sul mercato di ingenti quantitativi di olio proveniente dalla Tunisia sta provocando un effetto domino che rischia di travolgere l’intero comparto olivicolo dell’Isola.

Secondo quanto denunciato da Decio Terrana e Salvino Caputo, rispettivamente coordinatore e vice segretario regionale dell’Udc in Sicilia, la situazione è ormai critica e richiede un intervento immediato da parte delle istituzioni regionali.

Il crollo dei prezzi e la concorrenza sleale

“Raccogliamo immediatamente il grido di allarme lanciato dalla Coldiretti a tutela dei nostri produttori di olio fortemente penalizzati dall’arrivo sui nostri mercati di una quantità rilevante di olio tunisino, che ha fatto crollare il prezzo dell’olio costringendo i produttori siciliani a svendere pur di restare sul mercato”  dichiarano Terrana e Caputo

Un fenomeno che, secondo l’Udc, sta generando gravi danni all’agricoltura siciliana, già messa a dura prova dall’aumento dei costi di produzione e dalle difficoltà legate alla distribuzione.

I numeri che preoccupano il comparto

Alla base dell’emergenza ci sono dati che non lasciano spazio a interpretazioni. “Alla fine del 2025 le importazioni di olio dalla Tunisia verso la Sicilia sono cresciute di circa il 40%. Un prodotto che viene venduto a 3,50 euro al chilo, creando una concorrenza insostenibile per gli agricoltori siciliani”

Molti produttori, spiegano, per non interrompere i canali di vendita, hanno dimezzato il prezzo dell’olio nel circuito commerciale, subendo perdite economiche rilevanti.

Qualità e tutela del Made in Sicily

Non è solo una questione di prezzo. Secondo l’Udc, il rischio riguarda anche la qualità del prodotto immesso sul mercato. Per questo Terrana e Caputo hanno chiesto all’assessore regionale alle Politiche agricole Luca Sammartino di intervenire “per evitare forme di concorrenza sleale e la commercializzazione di un prodotto che non risponde agli standard di qualità del nostro olio”.

L’accusa alle politiche europee

Nel mirino finiscono anche le scelte dell’Unione Europea. “Questa situazione – concludono – è il risultato di politiche europee che privilegiano il mercato globale senza tutelare adeguatamente gli agricoltori italiani e siciliani”.

Da qui la richiesta di iniziative politiche e di Governo per contenere l’immissione di olio tunisino nei mercati siciliani e di contributi economici a sostegno dei produttori locali, considerati essenziali per salvaguardare una delle eccellenze storiche dell’agricoltura dell’Isola.

Un comparto che non chiede protezioni simboliche, ma regole chiare e interventi concreti per continuare a produrre qualità e lavoro nei territori.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio