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Olio di semi spacciato per extravergine: maxi-operazione ad Agrigento, sequestrati 500mila euro

Ventiquattro indagati per un presunto sistema di contraffazione nel settore agroalimentare

AGROALIMENTARE

Olio di semi spacciato per extravergine

Olio di semi venduto come extravergine d’oliva grazie a un trucco chimico: la clorofilla per simulare il colore verde oro del prodotto pregiato.

È quanto hanno scoperto i carabinieri in una vasta operazione che ha svelato un presunto sistema di contraffazione alimentare ramificato tra Sicilia e Calabria. Un inganno che colpisce al cuore uno dei simboli del made in Italy, danneggiando produttori onesti e consumatori.

I carabinieri del reparto tutela agroalimentare, insieme al comando provinciale di Agrigento, hanno eseguito una serie di perquisizioni tra aziende, abitazioni e locali commerciali a Palma di Montechiaro. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Annalisa Failla, ha fatto emergere un presunto sistema organizzato di frode alimentare che avrebbe distribuito il prodotto contraffatto in Sicilia e Calabria.

La sofisticazione dell’olio: clorofilla per ingannare i consumatori

Secondo gli investigatori, olio di semi veniva miscelato con clorofilla per alterarne colore e aspetto, facendolo apparire come olio extravergine di oliva. Il prodotto adulterato veniva poi immesso sul mercato in grandi quantità attraverso una rete di distribuzione estesa tra le due regioni.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo ai 24 indagati comprendono associazione a delinquere, truffa, riciclaggio e alterazione della composizione degli alimenti. Nel mirino degli inquirenti sono finite anche diverse società coinvolte nel presunto traffico.

Sequestri e prove: dalla contabilità parallela al gasolio illegale

Durante le perquisizioni, i militari hanno sequestrato quasi 500mila euro in contanti, migliaia di litri di olio di semi, quantitativi di clorofilla utilizzata per la contraffazione, computer, tablet e telefoni cellulari. Particolare rilevanza ha assunto il ritrovamento di un libro mastro che gli investigatori ritengono contenga la contabilità delle operazioni illecite.

Le indagini hanno portato al sequestro anche di cisterne di gasolio detenuto in modo illecito, un elemento che potrebbe aprire ulteriori filoni dell’inchiesta.

Un colpo al mercato della contraffazione

L’operazione rappresenta un risultato significativo nella lotta alla contraffazione agroalimentare, un fenomeno che in Sicilia assume dimensioni preoccupanti proprio nel settore dell’olio d’oliva. La sofisticazione del prodotto attraverso l’uso di clorofilla dimostra il livello di organizzazione raggiunto da chi specula sulla qualità, ingannando i consumatori e danneggiando chi lavora nel rispetto delle regole.

La procura di Agrigento prosegue con gli accertamenti per ricostruire l’intera filiera del traffico e individuare eventuali altri soggetti coinvolti. L’inchiesta potrebbe allargarsi nei prossimi mesi, con nuovi sviluppi attesi dall’analisi del materiale sequestrato e dalla ricostruzione dei flussi finanziari legati alle società coinvolte.

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