Nuovo atto vandalico a piazzetta Beato Puglisi: giovani devastano la mostra dedicata al Papa
Danneggiati lampioncini e fotografie nella casa museo del Beato Puglisi: necessarie misure urgenti

Nuovo atto vandalico a piazzetta Beato Puglisi: cinquanta adolescenti devastano la mostra fotografica sulla visita del Papa
Cinquanta adolescenti vandalizzano la mostra fotografica permanente sulla visita del Papa alla casa museo del Beato Puglisi e rompono un altro lampioncino
Palermo 13 febbraio 2025 – Un nuovo episodio di vandalismo ha colpito piazzetta Beato Giuseppe Puglisi nella serata di mercoledì 12 febbraio 2025. Intorno alle 19:00, un gruppo di circa cinquanta adolescenti ha danneggiato un altro lampioncino, strappato una fotografia e imbrattato altre immagini della mostra fotografica permanente dedicata alla visita di Papa Francesco presso la casa museo del Beato Puglisi.
L’episodio arriva a pochi giorni di distanza da due precedenti atti vandalici, segno di una preoccupante escalation di inciviltà nel luogo simbolo del sacrificio del sacerdote ucciso dalla mafia.
L’indifferenza e la sfida all’autorità
A rendere ancora più inquietante l’accaduto è l’atteggiamento di sfida e impunità mostrato dai giovani protagonisti dell’episodio. Un anziano presente sul posto, nel tentativo di redarguirli, si è visto rispondere con arroganza:
- “Che ti interessa?”
- “Fatti i fatti tuoi!”
- “Non ci sono le telecamere?”
- “Se sono capaci, mi vengono ad arrestare!”
Frasi che evidenziano una mentalità pericolosa, alimentata da modelli criminali e dall’assenza di un’efficace educazione civica. Una generazione che cresce con il mito dell’illegalità e con il senso di impunità non può che rappresentare un fallimento per la società e per le istituzioni.
La denuncia di Nicola Di Matteo: “I giovani non sanno quello che fanno”
L’episodio di vandalismo rievoca il problema del reclutamento giovanile da parte della criminalità organizzata. Un allarme lanciato anche da Nicola Di Matteo, fratello del piccolo Giuseppe Di Matteo, il bambino ucciso dalla mafia. In un’intervista, ha dichiarato:
“Ogni volta che si torna a parlare di mio fratello ripiombo in un periodo buio. Ma quello che più mi colpisce è vedere tanti giovani reclutati tra le file di Cosa Nostra. Non sanno quello che fanno, non capiscono che è una strada senza uscita. I boss cercano di corrompere tanti ragazzi con il miraggio dei soldi facili. Lo Stato c’è e risponde sempre, anche se le indagini possono essere lunghe. Ma la loro strada è quella della cattura e del carcere.”
Parole che risuonano drammaticamente attuali di fronte a quanto accaduto a piazzetta Beato Puglisi.
Un appello alle istituzioni: più controlli e sicurezza
Di fronte a questi continui episodi di vandalismo, diventa urgente un intervento delle istituzioni. Si chiede un potenziamento dei controlli da parte della Polizia Municipale di Palermo, in particolare nell’area della piazzetta, per contrastare l’uso scorretto di monopattini, motocicli e biciclette elettriche da parte di adolescenti, spesso minorenni, che sfrecciano indisturbati in un luogo di memoria e raccoglimento.
Ogni anno, 12.000 pellegrini e numerose scolaresche visitano la casa museo del Beato Puglisi per ricordare il suo sacrificio. È inaccettabile che un luogo tanto significativo venga trasformato in teatro di vandalismi e atti di inciviltà.
La memoria di Don Pino Puglisi merita rispetto. La città di Palermo ha il dovere di tutelare questo spazio e di educare le nuove generazioni al senso di legalità e responsabilità.



