Cultura

“Novelle italiane” di Jarosław Iwaszkiewicz: presentazione alla libreria Sciuti

Venerdì 6 febbraio 2015, alle ore 17.30 presso la libreria Sciuti in via Giuseppe Sciuti 91/F a Palermo, si terrà la presentazione del volume “Novelle italiane” dello scrittore polacco Jarosław Iwaszkiewicz, tradotto da Dario Prola e pubblicato per la prima volta in Italia da 21 Editore secondo l’edizione originale del 1947. All’evento interverranno Vito Catalano, scrittore, e Salvatore Ferlita, docente universitario, critico letterario e direttore della collana Nautilus di 21 Editore.

Jarosław Iwaszkiewicz, nato a Kalnik nel 1894 e morto a Varsavia nel 1980, è stato uno dei maggiori scrittori polacchi del secolo scorso. Molto affascinato dall’Italia e dai suoi tesori artistici, monumentali e architettonici, visitò il nostro Paese in varie occasioni sin dalla giovinezza. Questi viaggi ispirarono alcuni suoi libri, primo fra tutti le “Novelle italiane”, una raccolta di racconti uscita nel 1947. Si tratta di sette piccoli capolavori che l’autore definì “le fiabe di Scheherazade raccontate a me stesso nei momenti in cui il pericolo dell’annientamento minacciava me e la mia famiglia”.

L’Italia rappresenta per Iwaszkiewicz la culla della civiltà europea, la massima espressione di bellezza e armonia, patria ideale per lo spirito di un romanziere. Alcune delle più belle città italiane, Venezia, Firenze, Roma, Siracusa, Palermo, fanno da sfondo a storie dove il vissuto dell’autore si sviluppa secondo traiettorie suggerite dalla fantasia, in un gioco continuo di rimandi tra realtà, arte, rievocazione e invenzione letteraria. La giovinezza ucraina dell’autore, con la tragica memoria degli eventi bellici e degli sconvolgimenti sociali seguiti alla Rivoluzione russa, assume nello splendore decadente delle città italiane il sapore dell’epos, caricandosi di significati metafisici sul destino dell’uomo, il valore dell’arte, il senso e il futuro della cultura europea.

Il grande valore di queste novelle risiede nell’instancabile interrogarsi dell’autore sulla natura umana e nei magistrali ritratti psicologici di personaggi scissi e contorti, squisitamente novecenteschi, nati sul confine tra esperienza e invenzione, il territorio in cui si muove questo grande prosatore polacco.

Nella prosa delle “Novelle italiane”, per certi versi vicina a Marcel Proust, André Gide e soprattutto a Thomas Mann, il lettore ritrova un autore classico, fedele ai valori estetici della scrittura, che riconobbe nell’Italia la patria ideale e la terra promessa della sua ispirazione artistica e poetica.

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