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Nasce all’Ars Sicilia democratica, il movimento dei trasformisti

Nasce all’insegna del trasformismo “Sicilia democratica” il nuovo gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana.

Fondato da Lino Leanza, insieme ai 5 deputati che hanno deciso di seguirlo nel suo addio ad Articolo 4, il movimento stampella del governo Crocetta creato da lui stesso nell’aprile dello scorso anno.

Se da un punto di vista politico Leanza ha dichiarato che “la collocazione di Sicilia democratica non cambia rispetto alla precedente (Articolo 4, ndr)” restando nell’alveo del centro sinistra, “fedeli ai patti presi con il presidente della Regione e la maggioranza”, è dal punto di vista della coerenza politica che le cose cambiano rispetto al passato recente e remoto del deputato che più volte ha saltato il fosso. E di fatti, Nino Lenaza fa il suo esordio nella Democrazia cristiana, poi confluisce nel Ccd e viene eletto nel 2001 all’Ars nella XIII legislatura.

Dopo l’estinzione del Ccd, passa all’Udc, per poi traghettare nell’Mpa di Raffaele Lombardo, nelle cui liste viene rieletto deputato regionale (XIV legislatura) e nominato assessore regionale ai Beni Culturali nella seconda Giunta Cuffaro (2006-2008) nel luglio 2006. In quello stesso anno Cuffaro lo nominerà vicepresidente della Regione.

Fedele al suo nuovo partito, l’Mpa, torna a Sala d’Ercole nel 2008, dove viene designato capogruppo del Movimento per le autonomie. Ma l’idillio con l’ex governatore della Sicilia dura poco e già nell’estate del 2012,a pochi mesi dalle elezioni regionali, ripassa all’Udc di Dalia, che lascerà ancora una volta per fondare Articolo 4, il movimento che strizza l’occhio al Pd. E non finisce qui.

Al “deputato-navetta” (che non disdegna il passaggio da una coalizione ad un’altra) non vanno giù le reazione del collega Sammartino all’indomani della formazione del Crocetta ter, e oggi eccolo qui alle prese con una nuova formazione “Sicilia democratica”. Che accoglie saltafossi vecchi e nuovi, come Totò Lentini, già Mpa, poi Udc, quindi Articolo 4 e Luisa Lantieri che, del neonato movimento è vice capogruppo. Anche la parlamentare, componente della commissione regionale Antimafia, ha un passato di cambi di casacca: prima Udc, poi Grande Sud, quindi Pid-Cantiere Popolare e infine Articolo 4. Seguono Giambattista Coltraro, già ex Megafono e poi Artcolo 4, Carmelo Currenti che ha lasciato la Lista Musumeci e Salvatore Cascio.

Sicilia democratica terrà la sua costituente il 29 e 30 novembre. In quella occasione saranno varati lo Statuto, il Manifesto, il simbolo, il codice etico che tutti gli aderenti dovranno sottoscrivere, il piano programmatico e quello organizzativo. E a proposito di codice comportamentale abbiamo chiesto a Leanza se questo prevederà sanzioni per gli eletti che non rispettano il vincolo di mandato, sebbene come è noto l’art. 67 della Costituzione stabilisce l’autonomia del parlamentare.

“Ogni eletto nel nostro partito dovrà essere libero, così come previsto dalla Carta costituzionale” è stata la sua risposta.

Marina Pupella

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