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Mutuo di 2 miliardi, FI: “La Regione siciliana si trova in pieno caos finanziario”

Dopo il niet dei parlamentari del Movimento 5 stelle alla decisione del governo regionale di accendere il maxi mutuo con lo Stato per pagare i debiti della Sanità, oggi arriva l’altra levata di scudi dai deputati di Forza Italia all’Ars. Che nella conferenza stampa convocata stamani a Palazzo dei Normanni hanno manifestato punto per punto le loro perplessità sul maxi prestito, ma anche “sull’epurazione del ragioniere generale della Regione, Mariano Pisciotta, sostituito ad interim dal dirigente generale alle Finanze Giovanni Bologna.

Per il capogruppo dei forzisti a Sala d’Ercole, Marco Falcone, “il mutuo di 2 miliardi servirà per aumentare l’avanzo, eliminando 2 miliardi di residui passivi, e utilizzare queste nuove risorse per coprire il deficit strutturale del 2015. La Regione siciliana si trova in pieno caos finanziario– ha proseguito-. Al 3 dicembre non abbiamo ancora il bilancio e la legge di Stabilità, ma soprattutto manca il Def, il documento con cui dovrebbero essere tracciate linee strategiche della Regione e le ricadute finanziarie. Abbiamo un problema di tetti di spesa e liquidità. Da qualche settimana le partecipate, ma il rischio riguarda anche creditori e fornitori, i quali temono che si chiuda la tesoreria il 15 dicembre senza il pagamento dello loro spettanze. Davanti a questo scenario difficile, ipotizzare che si possa pianificare un mutuo in assenza del bilancio di previsione è come se si volesse creare prima il tetto di una casa senza le fondamenta”.

Perplessità che diventano preoccupazioni vere e proprie davanti ad una legge di bilancio ancora che non c’è e ad un’ipotesi di creare ulteriore aggravio di spesa di 60 milioni nel 2015 e oltre 79 nel 2016. Non solo. Falcone ricorda anche il recente indebitamento da 1 miliardo fatto sempre dalla Regione e approvato dall’Assemblea lo scorso maggio e per le stesse motivazioni, per il quale FI si astenne dal voto. Ma nel testo fu inserito all’art, 1 comma 4 un emendamento presentato dall’on. Savona, con il quale si stabiliva che a partire dal 2015, il decrescente disavanzo del Piano di rientro sanitario veniva utilizzato per pari importo per ridurre le addizionali Irpef ed Irap.

Ma, come dicevamo, a tenere banco oggi anche la mancata proroga del contratto, in scadenza il 23 novembre, del ragioniere generale della Regione Mariano Pisciotta, che per i forzisti è stato un vero atto di epurazione. “La rimozione del ragioniere generale Mariano Pisciotta – argomenta ancora Falcone- rischia di essere un’epurazione per qualche circolare emessa o per aver detto qualche ‘no’ a qualche assessore e dirigente generale. Pisciotta era la memoria storica della Regione e la sua rimozione è stata un’imprudenza e un atto di improvvisazione che può avere ricadute importanti. Alla base della decisione forse c’è il fatto che si è reso responsabile di qualche azione non gradita al governatore Crocetta”.

Quindi un nuovo passaggio al mutuo miliardario. Mancano, secondo quanto riferiscono i deputati di Forza Italia Savona e Figuccia, anche loro presenti all’incontro coi giornalisti, la relazione tecnica, il piano di ammortamento, oltre alla lista completa dei creditori della Regione. “Dobbiamo sapere chi deve essere pagato”, dicono all’unisono.

Poi, è l’ex presidente della commissione bilancio a prendere la parola: “Il mutuo servirà per coprire soltanto i debiti fino al 2011- spiega Savona- mentre resterebbero ancora da pagare quelli del 2012, del 2013 (pagati fino al 30 percento) e del 2014. La capacità della Regione di indebitarsi è già stata raggiunta, quindi l’operazione che voglio mettere in campo sembra quanto meno azzardata e ricadrà sulle spalle dei siciliani”.

E Falcone punta il dito contro la Regione per le entrate non riscosse, che nel 2013 su un gettito Irpef accertato di 188 milioni 137 mila euro ha incassato solo 131 milioni 135 mila euro, facendo mancare all’appello ben 56 milioni 962 mila euro. Anche peggio è andata nel 2012, quando vennero riscossi circa 9 milioni e mezzo di euro su un gettito Irpef accertato di oltre 191 milioni. Che fine avrebbero fatto gli altri 100 milioni di crediti? Non è dato sapere. Altra stoccata al governo Crocetta la fa Bernadette Grasso, deputata di Grande Sud- Pid Cantiere popolare verso Fi.

“Hanno utilizzato i progetti per i forestali senza alcun criterio. I lavoratori della forestale stanno lavorando ai progetti per i quali c’era copertura finanziaria, ma per completare le giornate di alcuni di questi avrebbero dovuto utilizzare quelle risorse per progetti che servivano per la manutenzione del territorio e per la prevenzione del dissesto idrogeologico, ma così non è stato. Stanno utilizzando quelle risorse come sostegno al reddito – prosegue- e non per un lavoro produttivo. Che senso ha dare dei soldi a questi lavoratori per completare le giornate e poi mortificarli; mi riferisco, ad esempio, al fatto che devono percorrere 100 chilometri per percepire un’indennità di 30 euro. Non c’è razionalizzazione delle risorse umane e finanziarie. I comuni avevano fatto richiesta per stipulare delle convenzioni al fine di impiegare questo personale per le aree a verde delle città”.

Quindi l’affondo. “Questo lo può fare un governo che ha capacità di programmazione, di razionalizzazione della spesa e di sedersi attorno ad un tavolo e dire come impiegare queste risorse. Un esecutivo che sbatte e naviga a vista e che ogni giorno è un’approssimazione ed un’improvvisazione, non da alcuna affidabilità”.

Marina Pupella

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