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Musumeci e l’arredamento di Michela Giuffrida. Un tempo ex nemica PD, oggi a destra

Non si può proprio dire "poverina"

Non si può proprio dire “poverina non aveva l’arredamento”.

L’aveva ma non era  idoneo ad un portavoce di quella levatura.

Parliamo di Michela Giuffrida, la portavoce del Presidente, già eurodeputata del PD, oggi promotrice della destra del Presidente e sua rappresentate – anche se l’abbiamo vista veramente poco in giro – istituzionale.

Ma lui è contento, i suoi meno e tra l’altro non hanno ancora capito la mossa.

Dunque non sono bastate le polemiche scaturite qualche tempo fa relative alla norma approvata in finanziaria che aumentava lo “stipendione” della giornalista ex piddina fino ad euro 150.000,00 lorde all’anno. Una volontà espressa dal Presidente della Regione Musumeci che ha fatto parlare della Sicilia spendacciona anche nei paesi più estremi della terra: polo nord e sud incluso i pinguini.

Ma una volta calmate le acque della discordia e il silenzio da dimenticanza, potevamo lasciare la Giuffrida in una stanza istituzionale NON idonea??

Assolutamente no. Il presidente permetterà mai che la Giuffrida “lavori” senza un arredamento idoneo e degno dello stipendio che guadagna?

Sia mai. Quindi bando alle ciance e via:  Ci pensa  Musumeci a darle un “arredo idoneo” alla figura di “portavoce”  più discussa d’Italia, naturalmente dopo Casalino.

Ecco quindi che il Servizio 7 su disposizione decreta l’acquisto del mobilio idoneo” al portavoce e reperibile qui Drs n.130 del Servizio 7 della Regione Siciliana con la quale il capo di gabinetto “su disposizione dell’onorevole presidente ha invitato la segreteria generale di provvedere alla fornitura dell’arredo  per  il portavoce del Presidente ubicata al piano secondo di Palazzo d’Orleans.

Un provvedimento che non manderà di certo in rovina la Regione – scrive palermotoday – ma che fa il paio con le polemiche sollevate dal deputato regionale del Movimento Giorgio Pasqua sullo stipendio della Giuffrida

Pasqua, difatti, ha annunciato la presentazione di un ddl per cassare la legge approvata in finanziaria che ha dato il via libera all’indecente ritocco degli emolumenti per la giornalista, facendoli lievitare fino alla sproporzionata cifra di circa 150 mila euro lordi l’anno”. Ma la storia dell’avvicinamento dell’ex eurodeputata piddina convertita alla destra di Musumeci sembrerebbe non essere finita con l’arredamento della stanza. Arriveranno altre richieste?  Una candidatura in “diventerà bellissima”a Catania?

Ma questa alleanza di convenienza quanto potrà durare?

 

Ai posteri l’ardua sentenza

 

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