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Punta la pistola contro un compagno: studente minorenne fermato dai carabinieri a Roma

In una scuola superiore di Primavalle un ragazzo impugna un'arma a salve e minaccia un altro alunno

DEGRADO

Minorenne porta una pistola a scuola e minaccia un compagno:

I militari sono intervenuti in un istituto superiore di Primavalle, a Roma, dopo la segnalazione di uno studente armato. La scena è stata ripresa da un altro alunno con il cellulare.

Quello che dovrebbe essere un luogo di formazione e crescita si trasforma, ancora una volta, in uno scenario che fa riflettere sul vuoto che si sta allargando attorno a tanti ragazzi. Non è un film, non è un videogioco: è la mattina di un giorno qualunque in una scuola superiore di Roma, dove un ragazzo impugna una pistola e la punta contro un suo coetaneo. Nessuno spara, ma il confine è già stato attraversato.

Una mattina come tante, finché non arrivano i carabinieri

I carabinieri sono intervenuti ieri mattina in un istituto superiore situato nella zona di Primavalle, a Roma, dopo che era arrivata la segnalazione della presenza di uno studente armato all’interno della scuola. I militari hanno identificato un ragazzo minorenne in possesso di una pistola a salve priva di tappo rosso, l’indicatore cromatico che distingue le armi giocattolo da quelle vere e che, per legge, deve essere sempre presente.

Il ragazzo aveva minacciato un compagno puntandogli contro la pistola. Un altro studente ha filmato la scena con il cellulare

Dalla prima ricostruzione dei carabinieri emerge che, prima dell’intervento delle forze dell’ordine, il minore aveva già minacciato un compagno di classe puntandogli contro l’arma. Un altro studente presente avrebbe immortalato la scena con il proprio telefono, riprendendo il ragazzo mentre impugnava la pistola. L’arma è stata immediatamente sequestrata.

Minorenne in caserma, poi riaffidato ai genitori: ora decide il tribunale

Il minore è stato accompagnato in caserma, dove i carabinieri hanno convocato i suoi genitori. Dopo i rilievi di rito, il ragazzo è stato riaffidato alla famiglia. Parallelamente, dei fatti è stata informata l’autorità giudiziaria minorile competente, che valuterà gli eventuali provvedimenti da adottare nei confronti del giovane.

Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica degli eventi e accertare da dove proviene la pistola a salve e come sia entrata in possesso dello studente.

Episodi come questo non sono più anomalie

Sono segnali che si ripetono con una frequenza che dovrebbe allarmare molto di più di quanto non faccia. Un ragazzo che porta un’arma a scuola e la punta contro un compagno non sta commettendo una bravata: sta attraversando un confine che, una volta valicato, lascia il segno. Sul ragazzo stesso, sulla vittima della minaccia, sull’intera comunità scolastica.

Le risposte istituzionali seguono sempre lo stesso schema: l’intervento delle forze dell’ordine, la chiamata ai genitori, l’informativa alla magistratura minorile. Passaggi necessari, ma che raramente incidono sulle cause. Finché non si investe davvero sul disagio che cresce silenziosa­mente dentro le scuole, nelle famiglie e nei quartieri, questi episodi continueranno a moltiplicarsi. E ogni volta ci si stupirà come se fosse la prima.

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