Messina, ok della Regione al polo culturale nell’ex Regina Margherita
Scarpinato: “Stabilità agli uffici e un progetto di rilancio per la città dello Stretto”
Messina, sbloccato il progetto della Cittadella della Cultura
La Regione Siciliana acquista l’ex sede della Soprintendenza e avvia il recupero del complesso Regina Margherita
19 marzo 2025 – Dopo anni di stallo, la giunta regionale approva la rimodulazione delle risorse per il rilancio del polo culturale messinese.
Via libera dalla Regione al progetto
Potrà finalmente vedere la luce la Cittadella della Cultura di Messina. La giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, ha approvato la rimodulazione delle risorse per il recupero dell’ex complesso ospedaliero Regina Margherita, ponendo fine a un lungo iter burocratico.
Il piano prevede un investimento complessivo di oltre 24 milioni di euro, sei dei quali saranno destinati all’acquisto, da parte della Regione Siciliana, dell’immobile della Casa Istituto Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, attuale sede della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina.
Nuova vita per il complesso Regina Margherita
«Un atto significativo per la valorizzazione del patrimonio culturale della città dello Stretto. L’acquisto della sede della Soprintendenza – dice l’assessore Scarpinato – rappresenta un passaggio cruciale, perché permette di sbloccare una vicenda annosa e porre fine alle problematiche legate a sfratti e contenziosi che per troppo tempo hanno coinvolto l’ente. Finalmente garantiamo stabilità agli uffici e avviamo un progetto di riqualificazione che valorizzerà l’intero complesso del Regina Margherita».
Con la razionalizzazione degli spazi, il padiglione 3, inizialmente destinato alla Soprintendenza, sarà utilizzato per ospitare uffici amministrativi regionali, consentendo un risparmio grazie alla dismissione di immobili in affitto.
Le risorse liberate da questa operazione verranno impiegate per il restauro del padiglione 10, che ospiterà la Biblioteca regionale universitaria, e per il recupero dei padiglioni 1 e 2, destinati rispettivamente al museo Archeologico e al museo del Terremoto.






