Messina, dimissioni Basile: si va al voto anticipato. Centrodestra all’attacco
Dopo l’annuncio a Palazzo Zanca scatta il conto alla rovescia dei 20 giorni previsti dal TUEL: poi commissario e urne
CRISI POLITICA A MESSINA
Messina, Basile si dimette: città verso il voto anticipato tra maggio e giugno
Il sindaco lascia Palazzo Zanca e annuncia la ricandidatura. Il centrodestra attacca: “Capriccio politico”. Sullo sfondo anche l’emergenza post maltempo e il nodo Città metropolitana.
MESSINA 7 febbraio 2026 – Il sindaco Federico Basile ha annunciato le proprie dimissioni. Una scelta che apre la strada a elezioni anticipate, con l’ipotesi (sempre più accreditata) di un ritorno alle urne tra maggio e giugno. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Zanca, dove Basile ha anche fatto capire che l’operazione è legata a un nuovo passaggio elettorale e alla possibilità di ripresentarsi alla guida della città.
Il quadro politico ruota attorno all’area di Sud Chiama Nord e al ruolo di Cateno De Luca, indicato dagli avversari come “regista” della mossa. Secondo la lettura dei detrattori, l’uscita anticipata sarebbe una strategia per consolidare la maggioranza e rimettere ordine nei numeri d’Aula.
Nel video, il sindaco Federico Basile spiega le ragioni delle dimissioni e conferma la volontà di ricandidarsi.
La reazione del centrodestra: “Dimissioni assurde, Messina commissariata”
Durissima la risposta delle segreterie regionali del centrodestra (tra cui Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e altre sigle), che parlano di “capriccio politico” e contestano la scelta in una fase delicata, richiamando anche le criticità legate al maltempo e alla gestione dell’area ionica. Nella stessa nota viene evidenziato un punto istituzionale: con le dimissioni del sindaco, la città rischia una fase commissariale e resta aperta anche la questione della Città metropolitana.
Nei giorni precedenti, diversi osservatori locali avevano già segnalato l’impatto di un eventuale commissariamento: gestione limitata all’ordinario e possibili rallentamenti su dossier aperti, soprattutto dopo le recenti emergenze.
Cosa succede ora: 20 giorni, poi commissario e scioglimento
Dal punto di vista procedurale, il TUEL prevede che le dimissioni del sindaco diventino efficaci e irrevocabili dopo 20 giorni dalla presentazione al Consiglio: a quel punto si procede allo scioglimento e alla nomina di un commissario fino alle elezioni. È la finestra temporale che, in concreto, scandisce l’avvio della fase di transizione a Palazzo Zanca.
Campagna già iniziata: Basile pronto a ripartire, opposizioni all’attacco
Il clima è già da campagna elettorale: da un lato Basile e l’area che lo sostiene puntano a trasformare le dimissioni in una ripartenza, dall’altro le opposizioni accusano l’amministrazione di “mollare” nel momento più complesso. Anche la stampa nazionale ha raccontato lo scontro politico che attraversa lo Stretto, con l’idea di un voto a breve come elemento di rottura.
Nei prossimi giorni si capirà se il centrodestra riuscirà davvero a presentarsi con una candidatura unitaria e “autorevole”, come promesso, e quale sarà la risposta dell’elettorato messinese a una scelta che spacca la città tra chi la legge come mossa tattica e chi la considera un atto di responsabilità politica.



