Mercato dello Zen chiuso per un funerale: Confimprese Palermo lancia l’allarme sui mercati rionali
L'associazione scrive a Sindaco, Prefetto e Questore e chiede bandi urgenti

SICUREZZA E LEGALITÀ
Un mercato che abbassa le saracinesche per un funerale. Non sarebbe notizia, se non fosse il sintomo di qualcosa di più profondo — e di più urgente. È quello che pensa Confimprese Palermo, che ha deciso di portare il caso del mercato dello Zen direttamente sul tavolo delle istituzioni: una lettera formale al Sindaco di Palermo, al Prefetto e al Questore, con una richiesta precisa di intervento immediato.
A firmarla è il presidente dell’associazione, Giovanni Felice, che non usa giri di parole: il mancato svolgimento del mercato non è un episodio isolato, ma un segnale preoccupante che rischia di estendersi ad altri mercati rionali della città.
“Nella lettera ho messo in evidenza come il mancato svolgimento del mercato dello Zen rappresenti un segnale preoccupante legato al progressivo indebolimento dei mercati pubblici, tra carenze organizzative, microcriminalità ricorrente e crescente pressione ambientale.”— Giovanni Felice, Presidente Confimprese Palermo
Tre le criticità che Confimprese individua come radici del problema: le carenze organizzative nella gestione degli spazi, la microcriminalità ricorrente che scoraggia operatori e clienti, e la pressione ambientale crescente che erode la vivibilità di questi luoghi. Mercati che, in una città come Palermo, non sono solo punti vendita: sono presidio di comunità, economia di prossimità, tessuto sociale.
Il cuore della questione, secondo Felice, è politico prima ancora che commerciale: si tratta di presenza dello Stato e di controllo del territorio. Senza questi, anche il mercato più vitale è destinato a cedere.
“Chiedo misure concrete come l’accelerazione dei bandi per l’assegnazione dei posteggi liberi, maggiore presenza istituzionale e tutela degli operatori e dei cittadini.”— Giovanni Felice, Presidente Confimprese Palermo
Confimprese non si ferma alla lettera: sollecita anche l’apertura di un confronto operativo con Comune, Prefettura e Questura, un tavolo di lavoro concreto che trasformi le denunce in risposte. La strada indicata è chiara — sbloccare i bandi fermi, riempire i posteggi vuoti, far sentire la presenza delle istituzioni dove oggi c’è solo vuoto.
Il mercato dello Zen chiuso per un giorno è già storia. La domanda che resta aperta è un’altra: riuscirà Palermo a tenere in vita i suoi mercati rionali, o li consegnerà lentamente all’abbandono? Dipenderà, come sempre, da chi avrà il coraggio di rispondere.



