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Memoria in Piazza, Corleone ricorda Mario e Giuseppe Francese e si schiera con Di Matteo

Corleone non è più il paese di Totò Riina, ma delle vittime della ferocia di Cosa nostra e dei loro familiari. Sabato 25 gennaio, il comune in provincia di Palermo, noto per aver dato i natali oltre che al “capo dei capi” a boss del calibro di Bagarella e Provenzano, si ferma per ricordare due martiri le cui vite sono state stroncate prematuramente dalla mafia.

In occasione del 35esimo anniversario dell’omicidio di Mario Francese, il cronista siracusano de “Il Giornale di Sicilia” caduto sotto i colpi di Cosa nostra nel gennaio del 1979, l’amministrazione comunale promuove una manifestazione dal titolo “Memoria in Piazza”. L’appuntamento è per sabato 25 gennaio, alle 11,30, nei locali dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Don Giovanni Colletto” dove si svolgerà un convegno cui prenderanno parte il sindaco di Corleone Leoluchina Savona, Rosa Crapisi – dirigente scolastico dell’Istituto, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia Riccardo Arena, Giulio Francese – figlio del giornalista ucciso dalla mafia, il presidente della Squadra Sportiva Antimafia Vincenzo Lipari e Ciro Schirò, assessore comunale alla Pubblica Istruzione. Modererà il dibattito Angelo Marino.

L’iniziativa mira a ricordare, oltre alla figura di Mario, anche quella del figlio Giuseppe, uomo onesto la cui esistenza fu segnata per sempre dall’omicidio del padre al quale lo accomunava la sete di verità e giustizia. Durante il convegno che si svolgerà alla presenza degli studenti corleonesi, giovani speranze di un futuro da disegnare nel solco della legalità, si farà il punto su trentacinque anni di silenzi e misteri sull’omicidio di un martire della verità che ha lasciato una traccia indelebile nel giornalismo siciliano con le sue inchieste, scomode per i boss. Appena preso il tesserino da giornalista professionista,  Mario Francese si occupò della strage di Ciaculli, del processo ai Corleonesi del 1969 a Bari, dell’omicidio del colonnello Russo e fu l’unico cronista ad intervistare la moglie di Totò Riina, Antonietta Bagarella. Al figlio Giuseppe, noto per l’impegno antimafia, si deve l’indirizzamento del processo, attraverso una minuziosa raccolta di carte, articoli e collegamenti, verso la condanna dei Corleonesi quali responsabili della morte del padre. A margine del convegno, a Corleone, una piazza (la ex S. Maria) sarà intitolata a “Mario e Giuseppe Francese”.

Il nuovo corso di Corleone lo traccia e lo spiega il sindaco, Leoluchina Savona, cui l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha deciso di assegnare un riconoscimento speciale nell’ambito del Premio giornalistico intitolato a Mario Francese in virtù dell’impegno profuso quotidianamente in una città “difficile” come quella che amministra. “Da un lato – spiega il primo cittadino – abbiamo la Corleone che minaccia Di Matteo e finisce sulle prime pagine dei giornali per le intercettazioni di Riina, dall’altro abbiamo la Corleone pulita che promuove la legalità e scende in piazza per abbracciare i familiari delle vittime della barbarie di concittadini che disconosciamo”. “Invito personalmente – conclude il sindaco – il pm Di Matteo a venire al più presto nella nostra città affinché i corleonesi onesti possano stringergli la mano e manifestargli la loro solidarietà”.

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