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Meloni alla Camera: “Se la crisi energetica peggiora, sospendere il Patto di stabilità”

La premier illustra gli impegni del governo nell'ultimo anno di legislatura. Nessun rimpasto, nessuna crisi: "Governeremo fino all'ultimo giorno"

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“Se la crisi energetica peggiora, sospendere il Patto di stabilità”

La premier ribadisce la continuità del governo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato alla Camera dei Deputati con un’informativa che tocca i grandi dossier aperti: la guerra in Iran, il Patto di stabilità, i rapporti con Washington, la riforma della giustizia e la stabilità dell’esecutivo. Un discorso che mette in chiaro dove si colloca l’Italia e cosa intende fare il governo negli ultimi mesi di mandato.

Iran e crisi energetica: l’ipotesi di sospendere il Patto di stabilità

Il punto più atteso riguarda la crisi energetica legata al conflitto in Iran. Meloni ha chiarito che l’Italia non ha condiviso né partecipato all’operazione militare, e ha citato la vicenda della base di Sigonella come esempio concreto di come il governo abbia rispettato «scrupolosamente la lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa».

Ma è sull’energia che la premier ha alzato il livello di attenzione. In caso di una nuova escalation del conflitto, ha detto, l’Europa dovrebbe rispondere con strumenti simili a quelli usati durante la pandemia.

“In quel caso non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro, ma un provvedimento generalizzato.”— Giorgia Meloni, informativa alla Camera

Sul fronte interno, Meloni ha aggiunto che l’Italia è pronta ad attivare ogni misura per prevenire comportamenti speculativi, inclusi, se necessario, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche.

“Testardamente occidentali”: la risposta a chi parla di subalternità a Trump

Parte del discorso è stata dedicata a rispondere alle opposizioni sul rapporto con Washington. Meloni ha respinto l’idea di una scelta obbligata tra Trump e l’Europa, definendo quella posizione un «ritornello scontato».

“La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte.”— Giorgia Meloni

La premier ha usato un’espressione cara alla leader dell’opposizione Elly Schlein per ribaltarla politicamente: «Siamo testardamente occidentali», ha detto, perché solo un Occidente unito può avere peso sulla scena globale. «Senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli.»

Nessun rimpasto, nessuna crisi: “Il governo c’è fino alla fine”

Dopo la sconfitta referendaria sulla riforma della giustizia, le opposizioni avevano chiesto un passo indietro. Meloni ha risposto senza margini di ambiguità: niente dimissioni, niente rimpasto. Il governo andrà avanti per cinque anni come impegnato, e non ha bisogno di nuove linee programmatiche perché le sue «sono da sempre scritte nel programma di governo».

“Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo.”— Giorgia Meloni

Riforma della giustizia: “Non abbandoniamo il cantiere”

Anche sul fronte della giustizia, bocciata dal referendum, Meloni non arretra. La premier ha invitato tutte le forze politiche a non abbandonare il percorso di riforma, sottolineando che i problemi rimangono e che è necessario trovare “soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci”. L’obiettivo dichiarato è una magistratura“libera da condizionamenti politici e ideologici”, in un clima di collaborazione e non di scontro.

L’informativa di Meloni fotografa un governo che non intende rallentare nella fase finale della legislatura. Sul tavolo restano questioni decisive — dall’energia alla giustizia, dai rapporti internazionali alla tenuta dei conti pubblici — e la premier sceglie la strada della continuità. Poi la premier ha ripetuto lo stesso discorso al Senato. Le opposizioni h

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