Prima del canto c’è il dolore: “Melologhi Parlati” porta Pasolini in scena al Conservatorio di Palermo
Il 5 maggio al Conservatorio Scarlatti, la prima assoluta di Giovanni Mattaliano con il Libera Cadenza Ensemble. Ingresso libero.

CULTURA E MUSICA
Al Conservatorio Scarlatti di Palermo va in scena il Blues di Pasolini: “Melologhi Parlati” in prima assoluta
Parola e suono si cercano senza sovrapporsi in un rito musicale dedicato al poeta friulano: il 5 maggio la Sala Ferrara ospita l’opera di Giovanni Mattaliano con il Libera Cadenza Ensemble.
C’è un Blues che cammina. Non suona, non canta: cammina. Attraversa la scena come un viandante senza meta fissa, interroga chi incontra e si lascia interrogare. È l’immagine che Giovanni Mattaliano ha scelto per aprire Melologhi Parlati, l’opera in prima assoluta che andrà in scena martedì 5 maggio 2026 alle ore 18.00 nella Sala Ferrara del Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti di Palermo, nell’ambito della Stagione Concertistica dell’istituto. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Un melologo dedicato a Pasolini
Il progetto porta la firma di Mattaliano — compositore, autore dei testi e clarinettista basso — ed è dedicato a Pier Paolo Pasolini. Non si tratta di un omaggio celebrativo né di una messa in scena didattica: Mattaliano costruisce uno spazio acustico in cui la parola cade, risuona e si trasforma. Il melologo, forma antica in cui il testo recitato e la musica procedono in parallelo senza fondersi e diventa qui il contenitore ideale per un dialogo serrato con il poeta del sacro e del corporeo, della periferia e del mito.
Il Blues come archetipo
Un rito sonoro in forma di melologo dove parola e suono si cercano senza sovrapporsi. Al centro della drammaturgia un Blues — non genere musicale soltanto, ma archetipo, voce elementare della terra che si fa coscienza.
Nato dal silenzio e dalla ferita, questo Blues attraversa la scena come un viandante. Interroga e si lascia interrogare dalle grandi forme del pensiero umano: la mistica che scava il vuoto, la filosofia che ne misura i confini, la poesia che ne raccoglie l’eco. In questo dialogo serrato con Pasolini — poeta del sacro e del corporeo, della periferia e del mito — la musica e i testi di Giovanni Mattaliano non commentano, ma testimoniano. Diventano spazio acustico in cui la parola può cadere, risuonare, trasformarsi.
Melologhi Parlati è dunque un viaggio a ritroso verso la nota originaria: quella che sta prima del canto, dove il dolore non è ancora forma ma urgenza. Un percorso che restituisce al Blues la sua natura primigenia di lamento cosmico e, insieme, di possibile fondazione. Perché ogni vera domanda sull’uomo, come sapeva Pasolini, comincia sempre dalla terra e dal corpo che la abita.
Il Libera Cadenza Ensemble sul palco
L’esecuzione è affidata al Libera Cadenza Ensemble, formazione che riunisce cinque interpreti: Marianna Costantino alla voce e alla recitazione, Francesco Sclafani al flauto, Chiara Marinelli al clarinetto, Andrea Longi al sax alto e lo stesso Giovanni Mattaliano al clarinetto basso. Cinque voci strumentali — più quella umana — che costruiscono un campo sonoro in cui la parola recitata trova il proprio peso specifico.
Dove e quando
Melologhi Parlati va in scena martedì 5 maggio 2026, con inizio alle ore 18.00, presso la Sala Ferrara del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. L’evento rientra nel calendario della Stagione Concertistica dell’istituto e non prevede biglietto d’ingresso: l’accesso è libero fino al raggiungimento della capienza della sala.
In un’epoca che confonde il rumore con la presenza, Melologhi Parlati fa la cosa più sovversiva possibile: si ferma. E aspetta che sia l’ascoltatore a fare il passo. Pasolini lo chiamava coraggio civile. Qui lo chiamano musica.



