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Traffico di droga ed estorsioni, cinque in carcere con l’operazione Chimera

Condanne fino a dieci anni per traffico di droga, estorsioni e aggravante mafiosa

DEGRADO

Cinque arresti tra Mazzarino e Gela: definitive le condanne dell’operazione “Chimera”

Pene residue fino a dieci anni per reati di mafia, traffico di droga, estorsioni e rapine

La giustizia chiude un capitolo aperto quasi dieci anni fa. Nei giorni scorsi i Carabinieri hanno dato esecuzione a cinque ordini di carcerazione legati a una vasta indagine antimafia che aveva già colpito duramente un’organizzazione radicata nel territorio.

Nei giorni scorsi i militari della Stazione di Mazzarino e del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Gela hanno arrestato cinque persone del posto in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Corte d’Appello di Caltanissetta. I condannati devono scontare pene residue comprese tra 10 anni e 3 mesi di reclusione.

L’operazione Chimera

Gli arresti sono l’epilogo processuale dell’operazione denominata “Chimera”, avviata nel 2017 dal Reparto Territoriale di Gela sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta. L’inchiesta aveva già portato, nel 2021, all’esecuzione di 55 ordinanze di custodia cautelare.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, gli imputati sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con aggravante mafiosa, produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, nonché estorsione e rapina. Le indagini avevano inoltre delineato un quadro più ampio legato a un’articolazione mafiosa denominata “famiglia Sanfilippo”, riconducibile alla Stidda, attiva nel territorio tra Mazzarino e Gela.

I nomi

Dopo le formalità di rito, i Carabinieri hanno trasferito Marco Gesualdo, 36 anni; Silvia Catania, 35 anni; Ivan Dario Iannì, 35 anni; Vincenzo Iannì, 51 anni; Bartolomeo La Placa, 40 anni in diversi istituti penitenziari, dove sconteranno la pena definitiva.

L’operazione conferma il lavoro costante delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata nel territorio nisseno. Le sentenze passate in giudicato consolidano l’impianto accusatorio costruito negli anni di indagine e segnano un passaggio rilevante nel percorso di ripristino della legalità in un’area segnata per lungo tempo da dinamiche mafiose radicate.

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