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Figuccia: “No a interpretazioni rigide, a rischio i massofisioterapisti”

Interrogazione all’Ars per chiarire l’applicazione della sentenza e proteggere il comparto

SANITÀ E PROFESSIONI

Massofisioterapisti, Figuccia: “No al blocco della professione in Sicilia”

Interrogazione all’Ars per chiarire gli effetti della sentenza del Tar Lazio e tutelare i professionisti

Evitare il blocco della professione dei massofisioterapisti in Sicilia e fare chiarezza sull’applicazione delle norme. È questo il senso dell’intervento di Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore alla Salute Daniela Faraoni.

“È necessario fare chiarezza immediata sulla situazione dei massofisioterapisti in Sicilia, evitando interpretazioni che rischiano di mettere in ginocchio un intero comparto”, afferma Figuccia, richiamando l’attenzione su una fase delicata per il settore.

Al centro della questione c’è la lettura di una recente sentenza del Tar Lazio, che secondo il deputato starebbe generando preoccupazione tra gli operatori.


“Il settore sta vivendo un momento di forte allarme a causa di una lettura eccessivamente rigida di una recente sentenza del Tar Lazio. Un’interpretazione che, se applicata in modo generalizzato, rischia di penalizzare ingiustamente centinaia di professionisti che operano nel rispetto delle norme”

“È bene ricordare che le sentenze si applicano ai singoli casi e non possono essere estese automaticamente a un’intera categoria. Un’applicazione distorta rischia non solo di bloccare l’attività lavorativa di molti operatori, ma anche di creare disservizi per i cittadini che usufruiscono quotidianamente di queste prestazioni”.

Con l’interrogazione, il parlamentare chiede al governo regionale di intervenire rapidamente: chiarire il corretto ambito di applicazione della sentenza e adottare iniziative urgenti per tutelare i professionisti e garantire la continuità dei servizi.

“Servono risposte rapide e concrete per evitare che un’errata interpretazione produca effetti devastanti sul piano occupazionale e sanitario” conclude Figuccia.

La richiesta apre ora un confronto istituzionale che punta a definire regole chiare per il comparto, evitando ripercussioni sul lavoro degli operatori e sull’erogazione dei servizi ai cittadini in Sicilia.

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