Massa, un padre ucciso in piazza davanti al figlio di undici anni: tre giovani fermati per omicidio
Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani rompe il silenzio: "L'indignazione non basta. Serve un impegno condiviso tra scuola, famiglia e istituzioni"

CASO MASSA
Massa, un padre muore in piazza davanti al figlio di undici anni: tre fermati per omicidio volontario
Giacomo Bongiorni, 46 anni, è stato aggredito nella notte di domenica 12 aprile dopo aver rimproverato un gruppo di giovani. Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani chiede una risposta educativa collettiva.
Una serata tranquilla in centro si trasforma in una tragedia. Giacomo Bongiorni, 46 anni, perde la vita nella notte tra sabato e domenica in piazza Felice Palma a Massa, nel cuore della città, dopo essere stato aggredito da un gruppo di giovani. Con lui, in quel momento, c’erano la compagna, alcuni familiari e il figlio undicenne, che assiste impotente all’aggressione. Il bambino viene ricoverato in ospedale in stato di choc.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto inizia da un rimprovero. Bongiorni invita i ragazzi a smettere di fare rumore — potrebbero essere coinvolti anche dei lanci di bottiglie di vetro — e la discussione degenera in pochi secondi. L’uomo viene colpito più volte, cade battendo violentemente la testa e va in arresto cardiaco. I soccorsi del 118 arrivano subito, ma i tentativi di rianimazione non bastano.
Tre fermati in poche ore: indagini lampo tra telecamere e testimoni
I carabinieri chiudono il cerchio nel giro di poche ore, grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza e alle numerose testimonianze raccolte sul posto. La Procura di Massa ferma due maggiorenni di 19 e 23 anni, entrambi di nazionalità romena, con l’accusa di concorso in omicidio volontario. Il Tribunale per i minorenni di Genova dispone parallelamente il fermo di un terzo indagato, un minorenne ritenuto responsabile dello stesso reato.
La città risponde: locali chiusi prima di mezzanotte, stop alle bottiglie di vetro
La risposta istituzionale è immediata. Il prefetto di Massa-Carrara convoca d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica già nella mattinata di domenica. Tra le misure adottate: chiusura dei locali entro le 00:30 fino al 31 maggio, divieto di vendita di bevande in vetro dopo le 22 e controlli rafforzati sulla somministrazione di alcolici ai minorenni. Allo studio anche l’istituzione di zone a vigilanza rafforzata con possibilità di allontanamento per soggetti ritenuti pericolosi.
Il sindaco Francesco Persiani parla di “violenza inaudita” e di una tragedia aggravata da motivi futili. Il vescovo Mario Vaccari solleva una domanda che va oltre la cronaca: «Colpisce la sproporzione della reazione e la rapidità con cui si è arrivati alla tragedia». È in programma una fiaccolata in memoria di Bongiorni.
I docenti dei diritti umani: “L’indignazione non basta, serve un patto educativo”
Sul caso interviene anche il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che esprime sgomento e chiede un impegno concreto e condiviso. In una nota firmata dalla professoressa Rossella Manco, segreteria nazionale, il Coordinamento sottolinea come episodi di questo genere rivelino «un crescente impoverimento del tessuto umano e relazionale» e non possano essere affrontati scaricando ogni responsabilità sulla scuola. Il CNDDU chiede il rafforzamento dei percorsi di educazione civica, affettiva e alla gestione non violenta del conflitto, nella convinzione che costruire una cultura della non violenza richieda il coinvolgimento di famiglie, istituzioni e intera società civile.
Quello specchio che non possiamo ignorare
Quello che è accaduto a Massa non è solo un fatto di cronaca locale. È lo specchio di qualcosa che si incrina ogni volta che un rimprovero civile — l’atto elementare di chiedere rispetto — diventa un atto di morte. Non bastano i fermi, le ordinanze, le fiaccolate. Serve che ogni adulto, in ogni contesto, torni a sentirsi parte di una comunità che educa e che risponde. Il figlio di Giacomo Bongiorni ha undici anni e porterà con sé quella notte per sempre. Il minimo che possiamo fare è non lasciarlo solo nel chiedere conto.



