“5.000”: bottiglie di benzina davanti ai lidi di Isola delle Femmine. Il pizzo è tornato.
Dopo le sparatorie contro i commercianti di Sferracavallo, nuove intimidazioni a tappeto sul litorale

MAFIA
Non è la prima volta. E chi frequenta la costa palermitana lo sa. A Sferracavallo ormai i commercianti si sono quasi abituati a svegliarsi con le serrande crivellate e con messaggi che non lasciavano spazio all’interpretazione. Un repertorio di violenza rodato, collaudato, che oggi si sposta di pochi chilometri e si rinnova con una semplicità agghiacciante: una bottiglietta di benzina, un foglio a quadretti, e un numero scritto a mano. “5.000”.
È quello che hanno trovato davanti ai loro ingressi i gestori dei lidi sul litorale di Isola delle Femmine, nel Palermitano. Le bottigliette sono state depositate a tappeto, nessuno escluso: un messaggio di sistema, non una vendetta personale. La richiesta è chiara, il mezzo scelto — un contenitore di carburante — è un’escalation simbolica che non ha bisogno di spiegazioni.
I carabinieri hanno avviato le indagini immediatamente dopo il ritrovamento. Gli investigatori stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona nel tentativo di identificare chi ha percorso il litorale depositando i contenitori. Le modalità operative richiamano in modo preciso quelle già documentate a Sferracavallo, dove le estorsioni erano state recapitate anche attraverso sparatorie contro le attività commerciali.
Il metodo cambia, la logica resta identica: costruire un clima di terrore diffuso, colpire tutti per non colpire nessuno in modo distinguibile, rendere il pizzo una tassa ambientale inevitabile per chi vuole lavorare sul mare. Una strategia che conosce bene i meccanismi della paura e li usa con precisione chirurgica.
Quella bottiglietta di benzina davanti al cancello di un lido non è un gesto folkloristico né un avvertimento isolato. È un sistema. E il sistema, stavolta, aspetta una risposta.



