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Mafia Capitale e gli intrecci con la politica siciliana e l’immigrazione

“Il Cara di Mineo era un eldorado dove poter lucrare e fare profitti anche a propria insaputa, come è successo a qualche esponente catanese dell’NCD. Vogliamo sapere se il Viminale era a conoscenza dei conflitti d’interesse e di inopportunità dei ruoli nella vicenda da parte dell’eurodeputato Giovanni La Via e del sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione”.

Così poche ore fa la deputata siciliana del Movimento 5 Stelle Marialucia Lorefice si è rivolta al Ministro dell’Interno in occasione del question time sul caso dei presunti appalti pilotati nel Cara di Mineo.

La deputata ragusana rivolgendosi al sottosegretario Manzione ha riportato una minuziosa ricostruzione (cofirmata dai deputati Cancelleri, Rizzo e tutti i deputati M5S della commissione affari costituzionali e della commissione affari sociali) dei rapporti che alcuni componenti della organizzazione “mondo di mezzo” coinvolti nell’operazione Mafia Capitale hanno intrattenuto con la gestione del Cara di Mineo (Ct). Tra questi spicca la figura di Luca Odevaine, che stanno alle intercettazioni, risulta intrattenesse rapporti sia con gli enti gestori del Cara di Mineo che con diversi uomini politici siciliani.

“In particolare – ha sottolineato Lorefice – c’erano figure come quella di Odevaine il cui coinvolgimento con il Cara di Mineo non si fermava soltanto ad una consulenza. L’ex vicecapo di gabinetto di Veltroni sedeva, infatti, anche nella commissione incaricata di scegliere i nuovi gestori del centro richiedenti asilo. Il 25 giugno scorso viene infatti bandita la nuova gara d’appalto da quasi cento milioni di euro per tre anni: a vincerla la stessa associazione temporanea d’imprese che ha gestito il Cara negli ultimi tre anni. Cambia solo il capogruppo: prima c’era la Sisifo, ora c’è il Consorzio Casa della Solidarietà. Una delle cooperative del CARA di Mineo ovvero la Sisifo, da oltre un anno avrebbe trovato come propria sede per gli uffici catanesi, un lussuoso appartamento di proprietà dell’eurodeputato Giovanni La Via appartenente alla corrente politica di quel Giuseppe Castiglione che del CARA di Mineo è stato a lungo “Soggetto Attuatore” per conto della presidenza del Consiglio Berlusconi. L’on La Via ha però spiegato che in realtà lui ha affidato l’appartamento di sua proprietà tramite un’agenzia immobiliare e che proprio l’agenzia ha provveduto ad affidare al consorzio SiSifo l’appartamento con regolare contratto. Del tutto a sua insaputa, anzi, l’onorevole ha sottolineato come della cooperativa SISIFO non avesse mai sentito parlare”.

Alla luce di tali premesse i reputati firmatari hanno chiesto al Ministro se “è a conoscenza dei profili di conflitti di interesse e di inopportunità dei ruoli di alcune persone apicali nella vicenda CARA e quali provvedimenti, compresi gli eventuali invii di ispettori ministeriali, intenda intraprendere”.

 

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