Tamajo: “Raccontiamo come nasce ogni prodotto siciliano”. Al via la settimana del Made in Italy
Dal birrificio al mulino storico, dalle ceramiche alla lavorazione del tombolo: eventi aperti in tutta l'Isola fino a fine maggio

ECONOMIA E TERRITORIO
Made in Italy, la Sicilia apre le sue imprese al pubblico: una settimana di eventi in tutta l’Isola
Birrifici artigianali, ceramiche, lavorazione della pietra lavica, mulini storici e molto altro: la Regione lancia il calendario “Competenze e formazione come presente e futuro del Made in Italy in giro per la Sicilia”
Da Palermo a Siracusa, passando per il Catanese, il Messinese, il Trapanese e l’Ennese, la Sicilia spalanca le porte delle sue imprese e mette in vetrina il lavoro quotidiano che trasforma materie prime e saperi antichi in prodotti di eccellenza. La Regione Siciliana ha avviato oggi la settimana di iniziative per la Giornata nazionale del Made in Italy, istituita nel 2023 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e celebrata ufficialmente il 15 aprile.
Il Mimit ha concesso alle regioni la possibilità di estendere le celebrazioni con eventi distribuiti lungo tutto il mese di maggio. La Sicilia ha colto l’occasione in pieno, costruendo un calendario articolato su tutto il territorio con visite, dimostrazioni e laboratori esperienziali aperti a cittadini e visitatori.
“Abbiamo voluto cogliere in pieno questa opportunità programmando una settimana interamente dedicata alla valorizzazione delle eccellenze siciliane. Il via libera del Ministero alla nostra iniziativa conferma la qualità e la coerenza del percorso che abbiamo costruito”
– Edy Tamajo, Assessore regionale alle Attività produttive
Provincia per provincia, ecco cosa si può vedere
Nel Palermitano il programma è particolarmente ricco: si visitano il birrificio Bruno Ribadi di Terrasini, le botteghe orafe del capoluogo, il Cedifop al Molo Sammuzzo, un laboratorio sul cannolo siciliano a San Giuseppe Jato e la produzione di biscotti a Castelbuono. A Bagheria e Partinico si assiste alla pittura del carretto siciliano, mentre a Termini Imerese e Partinico sono protagoniste le imprese della meccatronica.
Nel Catanese si apre la cantina Terra Costantino di Viagrande, proposta dal distretto Vino di Sicilia. A Caltagirone si lavora la ceramica presso le Ceramiche Ruscica, a Viagrande si dimostra l’arte del tombolo nel Kea Atelier di Carmela Motta, a Nicolosi si modella la pietra lavica da Calareso Lavica e ad Acitrezza si entra nell’antico cantiere navale Rodolico.
Nel Messinese, il Distretto delle Ceramiche Made in Sicily porta a Santo Stefano di Camastra visite e dimostrazioni a Palazzo Trabia e Le Terrecotte del Sole. A Siracusa si osserva la lavorazione e la riproduzione di monete antiche. Nel Trapanese apre l’impianto molitorio di Molini del Ponte a Castelvetrano. Nell’Ennese, a Leonforte, si lavora la carta alla Crisa e si ammirano creazioni di gioielleria artigianale.
“La Sicilia è un laboratorio straordinario di saperi e tradizioni. Aprire le imprese al pubblico significa raccontare il lavoro che c’è dietro ogni prodotto e rafforzare il legame tra territori, imprese e nuove generazioni. È così che costruiamo il futuro del Made in Italy”
– Edy Tamajo, Assessore regionale alle Attività produttive
L’iniziativa regionale si inserisce nel percorso che punta a far conoscere — soprattutto alle nuove generazioni — il valore del lavoro artigiano e manifatturiero. Dietro ogni prodotto siciliano c’è una storia fatta di gesti precisi, anni di formazione e un territorio che lascia il segno. Questa settimana, per una volta, quelle storie si raccontano dall’interno.



