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MACARI ED IL TRENINO “ERCOLINO”

 

Il golfo di Macari è una piccola insenatura naturale sulla quale domina il Monte Cofano che forma l’omonima Riserva naturale orientata. Macari nasce come villaggio di pescatori, un pugno di case arrampicate sul costone della montagna da cui si godono tramonti indimenticabili. Macari, insieme alla vicina Castelluzzo, fanno parte di un territorio rimasto incontaminato e selvaggio, una piccola oasi passata indenne all’onda della cementificazione degli Anni ’70. Un lembo della Sicilia occidentale, fiore all’occhiello dell’intera isola, dove si trovano alcune delle spiagge più belle del Mediterraneo, tra le quali la splendida Baia di Santa Margherita, affascinate per la bellezza del suo paesaggio, per le sue acque incontaminate e per la cornice mediterranea in cui è incastonata. Anche questo anno a partire da giugno è attivo il servizio gratuito di trasporto “Ercolino”, il trenino elettrico che porta sulla spiaggia di Baia Santa Margherita e nelle deliziose calette della costa. Un’esperienza davvero unica per scoprire uno degli angoli di mare più belli di San Vito Lo Capo.

Il trenino è operativo tutti i giorni, dalle ore 08.00 alle ore 20.00, con partenza ogni 15 minuti dalle due aree di parcheggio auto ed effettua cinque fermate lungo la costa

Il percorso del trenino è davvero suggestivo per chi vuole fare il bagno in una location naturale unica, ad ovest la Riserva naturale di Monte Cofano, ad est le alte cime della Riserva dello Zingaro e le falesie di Cala Mancina, il tutto reso inimitabile dal mare azzurro del golfo di Macari.

Ma la bellezza della natura si contrappone al comportamento irrispettoso dei tanti fruitori o, in alcuni casi, meglio denominati assalta carovana di “Ercolino”, noncuranti delle disposizioni imposte dall’emergenza Covid, né tanto meno del rispetto dell’altro, per quanto attiene anche la turnazione del servizio, a discapito di coloro che, dopo le attese sotto il sole, sono costretti a fare il percorso a piedi a causa dei soliti furbetti.  Le scene in questa direzione sono molteplici malgrado il conducente richiami all’ordine e al rispetto. Il Covid non ci ha cambiati ed “Ercolino” nel suo percorso ricorda a tutte le nazionalità, che usufruiscono del servizio, l’importanza della riscoperta del valore dell’altro.

La cultura fondata sulle regole formali e sulle conoscenze intellettuali sta mostrando infatti vistose lacune e non pare in grado di orientare il nostro percorso di vita.

L’esperienza ci dice che non è sufficiente conoscere con l’intelletto un valore per operare in modo conforme ad esso. Questo dato lapalissiano circa l’influenza cruciale del mondo interiore è, però, trascurato nella formazione culturale. La cultura ufficiale sul piano formativo dà scarso peso alla sfera interiore e a come avvengono i processi di scelta nell’individuo. Si avverte il bisogno di una “cultura” che aiuti a conoscersi, a migliorarsi e non a istruire la mente, come se fosse un magazzino da riempire con una serie di informazioni tecniche. Una cultura in grado di preparare il cittadino fin da piccolo ad essere consapevole forgiatore della propria vita interiore, piuttosto che un soggetto passivo rispetto ai modelli di pensieri e sentimenti costruiti da altri.

Per questo, oggi più che mai, in una realtà sempre più articolata e sfaccettata, c’è bisogno di creare fondamenta comuni che costituiscano la base per una nuova società, che comprenda le differenze trasformandole in ricchezza. La conoscenza dell’altro è l’unica strada da percorrere ed il terreno migliore su cui realizzarla è senza dubbio la scuola.

Nel frattempo non ci rimane che aspettare, gustandoci uno scenario naturalistico indimenticabile.

Caterina Guercio

 

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