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Lulù è tornata a casa per riabbracciare Giovanni Di Cristina

Una vicenda a lieto fine, dove amore per gli animali e fedeltà verso l’essere umano, si sono coniugati nel magico incontro tra  Lulù e Giovanni Di Cristina.

Lulù e Giovanni Di Cristina, i protagonisti di questa commovente storia ricca d’ amore, complicità e fiducia che ha come cornice gli intensi, straordinari, e avvolgenti colori dell’ Orto Botanico di Palermo.

“E’ una mattina di circa quattro anni fa-inizia a ricordare Giovanni Di Cristina, dipendente dell’Orto Botanico- quando all’improvviso appare  all’interno del Parco ,come materializzata dal nulla una cagnetta dal pelo arruffato, inzuppata d’acqua, dal passo circospetto; non si fa avvicinare dall’uomo, ma non fugge, osserva a distanza, sembra spaventata, i suoi occhi sono in cerca di aiuto, ma la mente ha ancora impresse le traversie e le disavventure di una vita randagia e tradita dall’uomo”.

“Tutto cambierà giorno dopo giorno – continua a ricordare Giovanni Di Cristina- e Lulù con la sua dolcezza disarmante , scardinerà i cuori a tutti i dipendenti dell’Orto Botanico. E’ come fosse la nostra mascotte non manca ad un appuntamento, il suo orologio biologico è straordinariamente puntuale- afferma l’amico di Lulù- e così ogni mattina, pochi secondi dopo il mio ingresso sul posto di lavoro, arriva lei, come sempre all’improvviso. Si perché lei- continua Giovanni Di Cristina- è amica di tutti ma con me ed i miei figli ha un rapporto straordinario. Durante le ore della giornata Lulù ci osserva con discrezione a volte a distanza, senza perderci d’occhio. Ha mantenuto il suo essere schiva, non ama la folla e si tiene lontana dai visitatori. E’ il suo carattere, trasmette amore ma mantiene la dignità e la fierezza di un cane vissuto all’aria aperta.

Domenica scorsa, questa meravigliosa unione, ha però rischiato di essere cancellata per sempre. Si, il tuonare dal cielo, la pioggia scrosciante, quasi il diluvio, e Lulù terrorizzata dall’inconsueto e violento temporale è fuggita via. Tre giorni d’inferno, l’abbiamo cercata ovunque ma – continua Giovanni- di lei non c’era più traccia. Interessato alla ricerca anche il gruppo Facebook di “Gatti o canuzzi scomparsi e da adottare Palermo”. E’ fuggita dalla biglietteria, in preda al panico, un tuono particolarmente rumoroso l’ha colta di sorpresa mentre sonnecchiava e lei è corsa fuori. Tante ipotesi in questi giorni di assenza ma soprattutto tanta tristezza. Già una volta tempo fa è stata investita e tutti i dipendenti hanno partecipato alle spese per le sue cure. Io in questi giorni,  entrando all’Orto Botanico ho continuato a chiamarla, come se nulla fosse accaduto, come se Lulù dovesse apparire dal solito cespuglio per dare il buongiorno di ogni mattina”.

“E mercoledì, eccola era Lei , anche stavolta all’improvviso, era tornata. Stentavo a crederci, credevo di sognare , tanta e unica la gioia nel riabbracciare “Nica”, si perché per tutti è Lulù per me è la mia “Nica”!

Un filo sottile intrecciato di sensibilità e percezione e così due anime pure dopo essersi trovate e perdute, da oggi possono continuare a percorrere insieme il viale della vita.

Massimo Brizzi

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