L’Ue si allinea alla linea Meloni: sì ai Paesi sicuri di origine
Nel nuovo elenco dell’UE compaiono anche Tunisia, Bangladesh ed Egitto: per Meloni è una vittoria della visione italiana

Giorgia Meloni esulta: “Paesi sicuri, finalmente l’Europa ci segue”
La Commissione Ue accoglie la linea italiana: Bangladesh, Egitto e Tunisia nella lista dei Paesi sicuri di origine.
17 Aprile 2025 – Giorgia Meloni commenta con soddisfazione la proposta della Commissione europea che recepisce parte dell’impostazione italiana sul controllo dei flussi migratori.
La Commissione europea ha presentato una proposta per aggiornare la lista dei Paesi sicuri di origine, includendo tra gli altri Bangladesh, Egitto e Tunisia. Una mossa che, secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rappresenta una conferma della strategia adottata dall’Italia negli ultimi anni in materia di immigrazione.
Meloni sottolinea con enfasi anche l’orientamento europeo a introdurre in anticipo alcune misure del nuovo Patto Migrazione e Asilo, tra cui la possibilità di designare Paesi sicuri con criteri differenziati su base territoriale o per categorie specifiche.
Un rafforzamento della linea italiana
Secondo Meloni, queste novità permettono di attivare procedure accelerate di frontiera, come quelle già previste dal Protocollo Italia-Albania, rendendo più efficiente il controllo dei flussi migratori. “È la dimostrazione – afferma – che l’Europa si sta finalmente muovendo nella giusta direzione: difesa dei confini esterni, contrasto all’immigrazione irregolare, politica di rimpatri efficace e partenariati equilibrati con i Paesi di partenza”.
Dichiarazioni
«Accolgo con grande soddisfazione la proposta di lista UE Paesi sicuri di origine presentata dalla Commissione europea e che ricomprende, tra gli altri, anche Bangladesh, Egitto e Tunisia», ha dichiarato Meloni. «I fatti dimostrano che avevamo ragione e che siamo sulla buona strada».
Il commento della comunità italiana
In molti, soprattutto tra cittadini e commentatori favorevoli a una linea più rigorosa sull’immigrazione, hanno accolto la notizia con un secco “era ora”. Cresce il consenso attorno alla posizione del governo, mentre si alzano critiche contro quelle che vengono definite “fiction” ideologiche. «Basta con chi finge di opporsi a questo governo solo perché fa bene al Paese – è il commento ricorrente –. Il progresso sbandierato da certa politica progressista e dall’accogliamoli tutti si è rivelato un regresso. Le fiction mediatiche delle ONG e dei loro alleati devono finire: servono regole, non ideologie».



