L’odio dilaga, minacce a Il Tempo e Libero: la solidarietà de Il Moderatore
Un clima avvelenato tra ideologie e social sfocia in intimidazioni alla stampa

Minacce a “Il Tempo” e “Libero”: la redazione de Il Moderatore esprime solidarietà
Dopo la lettera anonima con minacce di morte, sosteniamo con fermezza la libertà di stampa e i colleghi colpiti
Viviamo in una nazione attraversata da un odio profondo, figlio di contrapposizioni politiche radicali. Da una parte, ideologie e buonismo che arrivano a giustificare il crimine; dall’altra, un governo eletto e sostenuto fortemente dal popolo.
Un clima di odio crescente
Questo odio si alimenta ogni giorno sui social network, dove la linea di confine tra legalità e illegalità si assottiglia sempre di più. Troppo spesso vediamo prese di posizione che incitano all’odio e che difendono i criminali invece delle forze dell’ordine: i ladri di case protetti perché “bisognosi”, le borseggiatrici tutelate in nome della “privacy”, i rom giustificati perché rubano “per mancanza di lavoro”. Persino la violenza sulle donne viene difesa o strumentalizzata solo se appartiene a una certa linea ideologica. È in questo terreno che maturano le intimidazioni contro chi fa informazione libera.
Il fatto
Una lettera anonima è stata recapitata lo scorso 21 agosto alla redazione de Il Tempo in Piazza Colonna a Roma. Il contenuto è inequivocabile: minacce di morte rivolte non solo al direttore Tommaso Cerno, ma anche all’editore Giampaolo Angelucci, al vicepresidente Andrea Pasini e al direttore editoriale di Libero, Daniele Capezzone.
La missiva, vergata a mano e firmata con la classica “A” cerchiata simbolo dell’anarchia, conteneva insulti e la frase: “Servi del potere, morirete”. Un linguaggio che non lascia spazio a interpretazioni, espressione di un clima che dal confronto politico e ideologico sta sempre più degenerando in odio personale e in intimidazioni dirette.
Nel plico era presente anche il riferimento ad altri esponenti del mondo dell’informazione, a dimostrazione di come il gesto volesse colpire non solo singole figure ma l’intero fronte editoriale non allineato. La redazione ha immediatamente sporto denuncia ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, che hanno avviato i rilievi e le indagini. Secondo le prime indiscrezioni, gli inquirenti stanno analizzando il materiale per risalire agli autori e verificare eventuali collegamenti con ambienti anarchici e antagonisti.
Non si tratta purtroppo di un caso isolato. Negli ultimi anni altre testate e giornalisti sono stati bersaglio di minacce simili: basti ricordare le lettere inviate a La Repubblica e all’Espresso, le scritte contro la sede del Corriere della Sera, fino agli attacchi diretti subiti da cronisti locali impegnati in inchieste su criminalità organizzata e illegalità diffusa.
Questa volta, però, la portata è diversa: non solo un attacco simbolico, ma un chiaro avvertimento di violenza fisica. Un segnale che non può essere sottovalutato e che conferma quanto sia fragile oggi la tenuta del dibattito democratico nel nostro Paese.
La Questura di Roma si è immediatamente attivata per le indagini, e si spera che si arrivi presto a individuare i responsabili di questo gesto vile. Le aspettative sono alte, ma restiamo cauti: ci si aspetta — ed è doveroso — che anche la sinistra condanni con chiarezza questi atti e contribuisca a spegnere questo fiume di odio che purtroppo viene alimentato dalle contrapposizioni politiche.
La legge e la giustizia devono venire prima di ogni cosa. Basta con il buonismo a tutti i costi, perché è proprio questa mentalità che alimenta l’odio e la sfiducia nel nostro Paese.
Le reazioni istituzionali
Il Ministero della Cultura ha diffuso una nota ufficiale di solidarietà. Riportiamo la dichiarazione integrale:
“Esprimo la mia vicinanza ai direttori Tommaso Cerno e Daniele Capezzone, all’editore Giampaolo Angelucci, al Vicepresidente Andrea Pasini e a tutte le redazioni raggiunte da inammissibili intimidazioni. Si tratta di un gesto vile, che dobbiamo respingere con determinazione, perché ogni aggressione alla libertà di stampa rappresenta una ferita ai valori democratici.”
La nostra posizione
Come redazione de Il Moderatore esprimiamo solidarietà piena e incondizionata ai colleghi di Il Tempo e Libero, ai loro direttori, all’editore e al vicepresidente. Le intimidazioni—di qualunque matrice—sono incompatibili con il dibattito pubblico e con la democrazia.
Riaffermiamo il principio: la libertà di stampa non si minaccia, si tutela.
Invitiamo lettori, istituzioni e operatori dell’informazione a tenere alta l’attenzione. La nostra testata continuerà a pubblicare inchieste, analisi e opinioni, senza cedimenti. Approfondimenti sul tema sono disponibili nella sezione Libertà di stampa.
Restiamo al fianco dei colleghi: la paura non fa notizia, la verità sì.



