Economia e Lavoro

L’Imu diventa tassa definitiva. Addio una tantum

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Con l’insediamento del Governo Letta, scelto dal Presidente della Repubblica Napolitano, Mario Monti sta per dire addio al suo mandato di Presidente del Consiglio. Ma, prima di andarsene, lascia un “regalino” che non farà piacere ai contribuenti. L’Imu non sarà più una tassa una tantum, ma diventa permanente.

Cosa significa? Semplicemente che l’imposta verrà pagata ben oltre il 2015 e potrebbe subire degli aumenti già da quest’anno. Il problema è che Bankitalia e la Corte dei Conti avevano parlato chiaro: se l’Imu fosse scomparsa, sarebbero servite nuove entrate. Si è optato quindi per lasciare l’imposta, così come contenuto nel Def (Documento Economico e Finanziario).

Per quanto riguarda le maggiorazioni, queste potrebbero arrivare dai Comuni, come del resto hanno già fatto Bologna, Asti e Napoli sulla prima casa e Aosta, Asti, Ferrara, Pavia, Salerno e Treviso sulla seconda. Il ritocco verso l’alto delle aliquote sarà effettuato entro il 16 maggio e già dal 17 giugno ci sarà la prima batosta, in quanto si dovrà pagare il primo acconto che ammonta al 50% su tutti gli immobili.

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